I portavoce delle famiglie della provincia di Brindisi che hanno bambini affetti da epilessia hanno intenzione di al Direttore sanitario la dott.ssa Graziella Di Bella, all’assessore regionale alla Salute, Elena Gentile e alla dott.ssa Paola Ciannamea, Direttore generale dell’Usl perché il servizio di cui usufruiscono i loro figli sino gestito sino allo scorso anno con loro piena soddisfazione dalla dott.ssa Elisa Elia presso l’ex ospedale Di Summa venga ripristinato. I ragazzi sono affetti da epilessia e di altre importanti patologie neurologiche. ”I nostri figli – dicono – sono cresciuti con la dott.ssa Margherita Elia e con lei hanno avuto modo di sviluppare al meglio le proprie potenzialità. La dott.ssa Elia ha competenza professionale, lavora con scrupolo ed ha grande senso di umanità. E’ opportuno sottolineare che data la particolare natura della patologia dei nostri ragazzi, sono indispensabili la tempestività e, soprattutto, la continuità di una presenza medica che conosca a fondo i problemi e le caratteristiche di ciascun ragazzo”. Le famiglie da un anno hanno perso queste sicurezze. I loro bambini siamo stati inseriti in un contesto assistenziale che non sembra rispondere alle esigenze dei loro figli. “Fermo restando la professionalità degli attuali medici che ci sono stati proposti, ad essi mancano quelle conoscenze di base dei nostri figli e quindi non c’è quella continuità che in queste patologie è indispensabile per cui chiediamo che sia ripristinato al più presto il servizio con le persone e le modalità in precedenza sperimentate con nostra piena soddisfazione”. Il servizio è stato ripristinato all’ospedale Perrino. “Oggi le visite sono state ripristinate sol con due turni settimanali mentre prima era tutti i giorni. Con due giorni la settimana le prenotazioni slittano di mesi. Alcune mamme hanno ottenuto la prenotazione per giugno, ma i nostri figli non possono attendere. Soffrono di crisi epilettiche e ci sono bambini che hanno bisogno di essere visitati ogni mese”. I genitori che sottoscriverebbero la nota di protesta sono oltre cento e sono provenienti anche da città fuori provincia.
Protesta dei genitori dei bambini affetti da epilessia
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