“Assistiamo ormai da tempo a un balletto di dichiarazioni da parte della politica locale, regionale e nazionale sulla sanità brindisina: a seconda della collocazione — opposizione o maggioranza, governo regionale — c’è chi ne denuncia il collasso e chi ne rivendica i presunti meriti, in un continuo rimpallo di responsabilità che cambia segno a seconda della convenienza del momento. È una recita che si ripete a ogni scadenza elettorale e a ogni episodio di cronaca, e che lascia intatto, anno dopo anno, il problema di fondo. In qualità di Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Brindisi, ente pubblico non economico terzo rispetto agli schieramenti politici e istituzionalmente preposto alla tutela della professione medica e, per suo tramite, della salute dei cittadini, ritengo doveroso portare all’attenzione pubblica un dato che nessuno, tra le forze politiche, ha finora avuto interesse a rendere centrale nel dibattito: la sanità della provincia di Brindisi è ,letteralmente, decapitata.
Assume valore emblematico la circostanza che oggi, 17 agosto 2026,si conclude il mandato di Direttore Generale della ASL di Brindisi del dott. Maurizio De Nuccio. Attorno a questo avvicendamento si concentrerà, inevitabilmente, l’attenzione politica e mediatica, in un nuovo capitolo di quel balletto di dichiarazioni cui abbiamo fatto cenno in apertura: chi ne farà un bilancio, chi ne chiederà conto, chine rivendicherà la conferma o la nomina del successore . Ma è proprio in occasione di questi passaggi al vertice che il nodo strutturale vero rischia, ancora una volta, di restare sullo sfondo. Perché al netto di chi guiderà l’Azienda nei prossimi mesi, i numeri restano impietosi e l’Ordine li renderà pubblici, nella loro interezza, nei prossimi giorni: risultano vacanti almeno quindici incarichi di direzione di struttura complessa in reparti strategici, sia in ambito ospedaliero sia in ambito territoriale. Basti pensare, a titolo esemplificativo e non esaustivo, all’ospedale “A. Perrino” di Brindisi, cuore della rete ospedaliera provinciale, dove risultano privi di direttore i reparti di Medicina, di Chirurgia, di Geriatria, il Pronto Soccorso, l’Ematologia e il Laboratorio Analisi. All’ospedale di Francavilla Fontana manca il primario di Medicina, mentre la Ginecologia e Ostetricia versa in una condizione paradossale: il primario è in carica, ma con un organico risicato, e il reparto non assolve per intero alle sue funzioni— a Francavilla Fontana non si partorisce più. All’ospedale di Ostuni manca infine il responsabile della struttura di Ortopedia, per non parlare delle numerosissime carenze di organico in Pronto Soccorso.
A questo si aggiunge una carenza complessiva di oltre cento posti letto, distribuita tra tutte le strutture ospedaliere della provincia, rispetto alle previsioni del piano di riordino ospedaliero. L’elenco, che l’Ordine continuerà ad aggiornare, è destinato purtroppo ad allungarsi. Reparti che dovrebbero essere guidati da un primario stabilmente nominato ai sensi degli articoli 15-ter e 15-quater del d.lgs. 502/1992 sono invece retti, quando va bene, da incarichi di facente funzione o da reggenze provvisorie, privi della continuità clinica, organizzativa e strategica che solo una direzione stabile può garantire. Il quadro territoriale non è meno drammatico di quello ospedaliero. Risultano privi di direttore il Distretto Socio-Sanitario n. 4 di Mesagne e il Distretto Socio-Sanitario n. 3 di Francavilla Fontana, mentre allo stesso presidio ospedaliero di Francavilla Fontana manca anche il direttore amministrativo. All’ospedale di Ceglie Messapica, struttura che l’Azienda ha scelto di internalizzare, risultano vacanti tutte e tre le direzioni delle strutture complesse di riferimento — Neurologia, Fisiatria e un cod. 28 da attivare completamente: l’attività vi si regge, di fatto, quasi esclusivamente sulle prestazioni aggiuntive del personale, un rimedio emergenziale che nessuna proroga potrà mai sostituire a una direzione stabile. Di fronte a un quadro simile, dalla politica, di qualunque schieramento, ci si dovrebbe attendere non dichiarazioni di circostanza ma un impegno concreto e verificabile a livello regionale: è la sorte di un intero territorio che dovrebbe stare davvero a cuore, non la propria collocazione nel prossimo giro di polemiche. Le conseguenze di questo vuoto non sono astratte. Un reparto senza una guida stabile fatica ad attrarre e trattenere giovani specialisti, vede rallentare la programmazione dell’attività, perde la capacità di innovare i percorsi assistenziali e, in ultima analisi, restituisce ai cittadini un servizio meno sicuro e meno tempestivo.
Le liste d’attesa di cui tanto si discute, gli episodi di sofferenza organizzativa che periodicamente balzano alla cronaca, hanno spesso una causa comune che nessuno nomina: l’assenza, in troppi reparti, di chi dovrebbe dirigerli. A complicare ulteriormente un quadro già critico interviene una recente disposizione regionale, che assoggetta a preventiva autorizzazione della Regione ogni passaggio delle procedure di individuazione dei direttori di struttura complessa. Una previsione che, lungi dallo snellire un sistema già in affanno, rischia di rallentarlo ulteriormente, aggiungendo un livello di interlocuzione a procedure che scontano già ritardi cronici, proprio mentre la provincia avrebbe bisogno di accelerarle. Questo Ordine non intende entrare nella contesa politica, né assegnare responsabilità di parte: la responsabilità, in questo caso, è di sistema e riguarda amministrazioni succedutesi nel tempo, che non hanno saputo o voluto programmare per tempo le procedure di sostituzione dei dirigenti medici in scadenza.
Chiediamo, con questa nota, non dichiarazioni ma atti: la pubblicazione tempestiva degli avvisi pubblici per tutte le strutture complesse vacanti, un cronoprogramma verificabile delle nomine, e un resoconto pubblico, struttura per struttura, dello stato delle procedure in corso.
L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Brindisi pubblicherà, nei prossimi giorni, l’elenco completo e documentato delle strutture complesse ospedaliere e territoriali prive di direzione stabile, con l’indicazione della data di vacanza e dello stato della relativa procedura di sostituzione, e continuerà a monitorarne l’evoluzione fino alla completa copertura degli organici apicali.