Sono ufficialmente scesi in campo Arturo Oliva (nella foto), presidente l’Ordine dei Medici e le organizzazioni sindacali di categoria. Sotto accusa i ritardi insopportabili nella realizzazione di nuovi reparti. Due esempi su tutti: i lavori di rifacimento della terapia intensiva che durano da ben otto anni e quelli del reparto grandi ustionati addirittura da undici anni! Senza contare la mancata riconversione degli ospedali situati in provincia e le croniche carenze strutturali dell’ospedale Perrino di Brindisi mai risolte. Inoltre si registra anche il mancato rispetto del Piano per i posti-letto, visto che ne mancano all’appello ben 130. Al “Perrino” la divisione di medicina dovrebbe avere 60 posti-letto e ne ha solo 30, oncologia dovrebbe averne 20 e ne ha solo 10, la gastroenterologia dovrebbe avere 10 posti e non ne ha neanche uno! Così come ad ostetricia mancano nove posti, mancano i 20 posti di lungodegenza, 5 posti in cardiologia, sette in chirurgia e tutti e 4 i posti previsti per dermatologia. E che dire della terapia intensiva, divisa in due blocchi da 8 letti collocati su piani diversi, con la necessità di assicurare due guardie mediche pur in carenza di medici e anestesisti. E dire che il nuovo piano del fabbisogno localizza proprio al Perrino ben 50 posti di terapia intensiva, ma che se pure esistessero fisicamente non si saprebbe come e con quale personale gestirli.
La drammatica situazione della sanità brindisina
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