(Articolo di Giovanni Galeone pubblicato su Memorie mesagnesi attualmente in edicola – numero gen-feb 2022)
(La storia dell’ex portiere del Mesagne Guido Sani).
Così esordiva il poeta Umberto Saba nella lirica Goal “Il portiere caduto alla difesa / ultima vana, contro terra cela/ la faccia, a non veder l’amara luce” e più avanti “Presso la rete inviolata il portiere / – l’altro – è rimasto. Ma non la sua anima, / con la persona vi è rimasta sola.
Se c’è una figura solitaria per natura, perennemente sospesa tra animo ed epica, è quella del portiere, ruolo affascinante al pari dell’attaccante, ma con maggior carico di responsabilità e una componente psicologica più complessa da gestire. Il suo temperamento fatto di resistenza e solidità emotiva si forgia nel tempo, si raffina attraverso le esperienze spigolose alle quali è sottoposto continuamente, dal che ne scaturiscono spesso personalità multiformi, eccentriche, peculiari che lasciano ricordi marcati se non indelebili tra i tifosi.In quest’occasione vogliamo parlare di un numero uno venuto dal nord che ha difeso i colori gialloblu per una sola stagione, quando il Mesagne si affacciava per la prima volta in un campionato nazionale quale era la serie D e gli spalti dell’indimenticato comunale di via Sasso erano traboccanti di tifosi. L’anno era il 1968-69, il portiere si chiamava Guido Sani che a molti sportivi di quelle stagioni non suonerà ignoto, ma dietro quel nome c’è una storia sconosciuta e singolare: dopo aver sfiorato il grande calcio, esordire sui campi del Salento per poi ritornare tra i professionisti in Toscana, diventare un apprezzato tecnico e infine scomparire prematuramente.
Guido Sani nasce il 18 marzo del ’46 a Cerreto Guidi, un borgo toscano vicino Empoli di 8000 abitanti, debuttò sedicenne in seconda categoria a Firenze, si fece notare e andò a fare un provino al Milan. In una fredda e nebbiosa giornata Gianni Rivera provava contro di lui i suoi liftati pallonetti, il portierino fece un’ottima impressione e venne appoggiato al Varese, allora società satellite del Milan, in attesa di maturazione.
Grazie ai buoni uffici di un dirigente milanista nativo di Novoli, nell’estate del ’65 Sani, diciannovenne divenuto alto e slanciato, fu acquistato dal Novoli che si apprestava a disputare il suo secondo campionato di serie D, ebbe inizio così la sua avventura pugliese. Quell’anno il nostro portiere incrociò nuovamente il Milan, infatti in occasione di una trasferta di campionato a Foggia, la squadra rossonera grazie sempre al dirigente novolese del Milan, accettò di giocare un’amichevole infrasettimanale a Novoli il 27 gennaio del ’66. Fu un grande evento per tutto il Salento allora ai margini del grande calcio, furono aggiunte tribune supplementari al Totò Cezzi di Novoli, e la partita si giocò davanti ad oltre 10.000 spettatori. Era il Milan allenato da Liedholm, infortunati per quella partita Schnellinger, Lodetti e Amarildo, i rossoneri giocarono tra gli altri con Rivera, Trapattoni, Maldini, Sormani, Angelillo. Vinse il Milan per 9-2 con 5 goal di Rivera in grande forma, Sani giocò un tempo. Dopo la gara la squadra rossonera fu ricevuta al Comune. Il campionato del Novoli andò bene, la squadra si piazzò sopra la metà classifica e Sani che fu il portiere titolare si mise in bella evidenza. In estate si parlò ripetutamente di un ritorno di Sani al Milan, a settembre invece fu acquistato dal Lecce che giocava in serie C e aveva Bersellini tra le sue fila, fu il portiere di riserva dei giallorossi, esordì a Cosenza, giocò poche partite.
Nel campionato ’67-68 fu dato in prestito al Galatina in 1° categoria, allora massimo campionato regionale che dava l’accesso diretto in serie D che era proprio l’obiettivo della squadra salentina. Ma chi fu il principale avversario del Galatina in quel campionato? Proprio il Mesagne, la partita di andata in casa con i salentini fu infuocata come non mai, Sani fece grandi parate salvando il Galatina, finì 0-0, un gol annullato al Mesagne, incidenti in campo e negli spogliatoi, il giudice sportivo decretò poi la sconfitta a tavolino del Mesagne, nel ritorno a Galatina la partita considerata a forte rischio si svolse davanti ad una nutritissima presenza di forze dell’ordine, vinsero i leccesi per 2-0. Il campionato sembrava deciso per la formazione di Sani, ma nel finale una serie di vittorie consecutive del Mesagne portarono i gialloblu in testa alla classifica ad una giornata dalla fine, il primo posto fu difeso con la vittoria a Squinzano (1-2 con gol di Mallardi e Potì nel recupero) che decretò la promozione del Mesagne in serie D per la prima volta nella sua storia. Tornato al Lecce, il 22 enne Guido Sani fu girato in prestito proprio al Mesagne che doveva rafforzarsi per l’imminente campionato. I gialloblu partirono alla grande tra il tripudio dei tifosi (punte di 2000 presenze nelle partite in casa) rimanendo in testa per diverse giornate, Sani giocò 23 partite dimostrandosi portiere di sicura affidabilità. Si ricordano due episodi particolari dell’esperienza di Sani a Mesagne: il 6 aprile del ’69, giorno di Pasqua, si giocava Mesagne-Trani, dopo la partenza sfavillante il Mesagne tra infortuni di giocatori importanti e un rendimento ritornato a livelli di normalità era scivolato in classifica, il Trani invece era al terzo posto e puntava alla vittoria per avvicinarsi alla capolista Pro Vasto che poi vincerà il campionato, la partita fu combattuta, alla fine del primo tempo in un’azione d’attacco del Trani 2 giocatori in uno scontro di gioco erano rimasti a terra, forse si era sentito un fischio, sta di fatto che Guido Sani pensando come un po’ tutti che il gioco fosse fermo, aveva depositato il pallone a terra e si era avvicinato ai giocatori infortunati per soccorrerli, lesto il centravanti tranese Ciabattari era andato sul pallone spingendolo in rete a porta vuota e l’arbitro incredibilmente aveva convalidato il goal. Le proteste di giocatori e pubblico furono veementi, uno spettatore entrò in campo e per fortuna fu fermato, forse la rabbia per l’episodio, forse la carica che il tecnico Onofrio Fusco trasmise nell’intervallo, nel secondo tempo il Mesagne scese in campo risoluto e arrembante e la rimonta fu servita ad un pubblico entusiasta, dapprima con la rete del tarantino Busco e poi con Felicani che con un tiro ad effetto, leggermente deviato da un difensore, fissò il risultato sul 2 a 1. L’altro episodio si verificò un mese dopo, l’11 maggio, la società era in crisi di liquidità e ci fu uno sciopero di alcuni giocatori, il giovane portiere da bravo ragazzo quale era rimase vicino alla società e ai colori gialloblu, accettò così di giocare nella partita interna col Manfredonia all’ala sinistra per sostituire uno degli aventiniani, disimpegnandosi anche discretamente, la partita fu persa nel finale per 2-3, ma il Mesagne riuscì comunque a salvarsi grazie anche al contributo del giovane portiere toscano. Rientrato al Lecce, l’allenatore Eugenio Bersellini, proprio quello che vincerà lo scudetto con l’Inter se lo tiene come secondo portiere, giocherà poco nel campionato ’69-70 e farà molta panchina, a Mesagne la squadra salentina invierà in sostituzione il valido portiere Fernando Natale che aveva esordito in serie C. Deluso probabilmente dall’esperienza leccese Guido Sani deciderà allora di rientrare in Toscana ripartendo dalla Volterrana in 1° Categoria, con le sue parate diventerà presto il beniamino dei tifosi toscani, la squadra vince il campionato e approda in Promozione dove conquista un ottimo 4° posto, l’ottimo campionato di Sani permette alla squadra toscana di incamerare un bel gruzzoletto con la sua cessione alla Sangiovannese in serie D, siamo nel campionato ’72-73, ad allenare la squadra di San Giovanni Valdarno c’era Pasquale Morisco l’allenatore barese che a Mesagne qualche decennio dopo lascerà un ottimo ricordo, la squadra conquista il sesto posto e Sani ritornerà poi alla Volterrana dove con le sue parate evita la retrocessione, quindi nel ’74-75 passa al Quarrata vincendo il campionato di Promozione, il portierone toscano ritenuto tra i più esperti nella regione viene richiesto dalle squadre più ambiziose e così nell’estate del ’75 arriva nella squadra della sua città natale, la Cerretese che si appresta ad aprire un lungo ciclo, inizia vincendo subito il campionato di Promozione, al secondo anno di serie D la squadra è promossa in C2 dove per 4 campionati Sani sarà titolare. Tra i compagni in C2 si ritroverà Giuseppe Materazzi che aveva conosciuto a Lecce, futuro allenatore di serie A che inizierà proprio a Cerreto Guidi la sua carriera di tecnico, è il padre del futuro stopper dell’Inter e della Nazionale campione del mondo Marco Materazzi, altro giocatore famoso della Cerretese sarà Giorgio Biasiolo, ex mediano del Milan di Rivera. Nel primo anno di C2 (’78-79) la squadra toscana arriva al 2° posto che dà l’accesso alla C1 ma a pari punti con altre 4 formazioni, a giugno viene fatto allora un girone all’italiana tra le 5 squadre per decidere la vincitrice ed incredibilmente finiscono tutte a 4 punti, la situazione si sblocca quando il presidente della Cerretese intuendo che la C1 costituirebbe un lusso eccessivo e troppo oneroso per un paese di 8000 abitanti, rinuncia alla seconda fase e permette gli scontri diretti tra le altre 4 contendenti per definire la vincitrice.Dopo i 4 campionati di C2 Guido Sani gioca altri 2 anni a Fucecchio in serie D e conclude la carriera nel 1984 a 38 anni lasciando ottimi ricordi in tutti i posti in cui aveva giocato. Dopo aver chiuso con il calcio attivo lavorerà come tagliatore di giubbotti in pelle, un’attività tradizionale del territorio, ma non lascerà il calcio, ricoprirà responsabilità tecniche in varie società, tra cui quello di preparatore dei portieri nelle squadre giovanili del Pisa di Anconetani, ma il destino è in agguato, il 22 ottobre del ’91 dopo la fine di un allenamento con alcuni giovani aspiranti portieri in una palestra di Ponte a Egola (Pi), all’uscita con i suoi ragazzi viene colto da un improvviso malore e si accascia a terra, muore a soli 45 anni, lasciando la moglie e il figlio di 18 anni oltre agli anziani genitori. La notizia viene ampiamente riportata sulla stampa locale e suscita profondo cordoglio in tutto il comprensorio toscano dove Guido Sani era molto conosciuto e benvoluto per il suo carattere estroverso. Il Pisa in occasione dell’amichevole internazionale con il Rijeka giocherà con il lutto al braccio e osserverà un minuto di raccoglimento per la scomparsa del suo preparatore. Anche a Mesagne tra gli sportivi di allora ci si ricorda ancora di quel bravo ragazzo che incrociò la nostra città nella sua giovinezza.
Giovanni Galeone
Si ringraziano Giuseppe Messe, Ettore Sani, Roberto Cipollini per le informazioni fornite.