Provvedimenti, peraltro, auspicati anche dall’ANAC (Autorità Nazionale anticorruzione) per venir fuori da una situazione di
Il riferimento, in particolare, è a quanto deliberato dall’Amministrazione Comunale di Cavriana (Mantova) grazie ad una proficua interlocuzione con il consorzio aggiudicatario di quell’appalto. Puntare con decisione sulla “posta produttiva”, pertanto, rappresenta senza dubbio la più credibile via d’uscita per la crisi in atto. Ma, come già detto, il Governo deve fare la sua parte attraverso gli ormai irrinviabili interventi normativi, prevedendo un meccanismo di revisione prezzi alla francese, con la possibilità di reperire risorse pure attraverso lo stralcio di opere (e quindi non aumentando la spesa). Il tutto, anche per gli appalti in corso e quindi cogliendo la straordinarietà della situazione.
La politica, insomma, deve riappropriarsi del suo ruolo, tutelando gli interessi collettivi del paese ma senza sottovalutare problemi solo apparentemente confinati in un comparto, come adesso appaiono quelli dell’edilizia. E deve fare la sua parte anche la Regione, visto che il prezziario della Puglia è fermo addirittura al 2019, cioè un mondo completamente differente da quello attuale. Apprendiamo che l’adeguamento a cui si sta pensando consisterebbe in una percentuale tra il 7 e il 9%. Si tratta di cifre irrisorie che non risolvono in alcun modo il problema.
Insomma, in assenza di interventi immediati, l’alternativa è il sostanziale fallimento del PNRR, che si concretizza nella mancata realizzazione delle opere pubbliche ed in un arretramento del paese per effetto dei ritardi nella sua
Angelo Contessa – ANCE Brindisi (nella foto)