Lo Sporting Bitonto in un comunicato ufficiale si dichiara totalmente estraneo agli episodi di violenza che condanna con fermezza e manifesta la propria vicinanza alla Mens Sana ed al giovane cestista Vangi.
In merito all’increscioso episodio avvenuto in coda all’incontro tra Sporting Club Bitonto e Mens Sana Mesagne, dello scorso 14 giugno, valevole per la semifinale di ritorno della final four regionale Under 16 Silver – fase oro, la società ospitante condanna e censura con fermezza l’esecrabile atto di violenza e prende con decisione e sdegno le distanze dall’autore del misfatto, soggetto completamente estraneo all’ambiente societario, non essendo affatto un tesserato, né un parente né un genitore e, meno che mai, un atleta riconducibile al sodalizio giallo – verde.
Lo Sporting Club Bitonto esprime, inoltre, piena solidarietà al club mesagnese, augurando una rapida e buona guarigione all’atleta brindisino spiacevolmente coinvolto nell’accaduto.
Preme aggiungere e precisare che la gara sportiva è stata condotta sul parquet da ambedue le formazioni sui normali binari di un fisiologico agonismo, proprio di una semifinale regionale, e che tutti gli spettatori presenti a bordo campo sono rimasti regolarmente assiepati dietro gli appositi divisori collocati ben oltre le linee laterali di demarcazione del terreno di gioco, come peraltro accertato ed attestato da entrambe i direttori di gara.
Lo Sporting club Bitonto, infine, condividendo le giuste affermazioni del presidente della Fip Puglia, Francesco Damiani, ribadisce la totale e completa estraneità al nostro team del soggetto che ha compiuto il predetto riprovevole gesto che, peraltro, sta oltremodo penalizzando la stessa associazione, afflitta da una giusta quanto pesantissima squalifica del campo da gioco.
Lo Sporting Club Bitonto, rinnovando la propria vicinanza al giovane cestista salentino, infine, diffida tutti coloro che, in queste ore, stanno rivolgendo affermazioni gravi, calunniose e diffamatorie – diventate virali sui social network – ad una società dalla storia più che quarantennale, che si è sempre dimostrata esemplare sotto l’aspetto etico, ad astenersi dall’iterare tali comportamenti, riservandosi di attivare sin da subito ogni strumento di tutela, anche giudiziaria, a difesa della propria immagine.