La tragedia avvenne nel luglio del 2015. Mohammed Abdullah, sudanese di 47 anni, morì stroncato da un malore mentre raccoglieva pomodori nei campi di Nardò, sotto il sole cocente e con una temperatura di quasi 40°. La sua morte e quella di tutte le altre vittime di sfruttamento sono ricordate con una targa nella Masseria Braccianti agricoli alle prese con la raccolta di pomodori Boncuri, a Nardò. Sul banco degli imputati finirono l’imprenditore Giuseppe Mariano, 83 anni, di Porto Cesareo, marito della titolare dell’azienda agricola dove lavorava la vittima, ed il 42enne sudanese Mohamed Elsalih, ritenuto un mediatore per gli arrivi in Salento dei braccianti. I giudici della Corte d’Assise di Lecce hanno emesso una condanna a 14 anni e 6 mesi di carcere ciascuno con l’accusa di riduzione in schiavitù ed omicidio colposo. foto d’archivio
Morì di fatica mentre raccoglieva pomodori: condannati caporale e imprenditore
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