
In sella a due biciclette hanno tentato di rapinare una donna che camminava per strada, ma la sua pronta reazione li ha messi in fuga. I due ladri, Nicola Taurino, 19 anni, e il suo complice minorenne, sono stati acciuffati poco dopo dai carabinieri.
I malviventi hanno tentato di strappare la collana d’oro a una signora di 55 anni che, malgrado lo spavento, ha reagito d’istinto per impedire che i due balordi le strappassero il prezioso monile dal collo, rischiando di farla finire a terra. La donna ha subito lanciato l’allarme e in breve tempo una pattuglia di carabinieri è giunta sul luogo.
Le indagini, tempestivamente intraprese dai militari dell’Arma, hanno permesso di rintracciare nella quasi flagranza Nicola Taurino e immediatamente dopo il minore suo complice. Dopo le formalità di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria, Taurino è stato sottoposto agli arresti domiciliari ed il minore è stato condotto presso il Centro di prima accoglienza di Monteroni, in provincia di Lecce.
Dopo l’ennesimo episodio di delinquenza minorile la comunità si interroga. I perché non trovano sempre risposte soddisfacenti. Psicologi, sociologi e pedagogisti cercano di comprendere il fenomeno, inquadrandolo nei contesti socio – familiari.
Le spiegazioni poggiano sull’indiscussa premessa che sono i genitori e la scuola le fonti primarie dell’autorità da cui derivano norme, divieti e sanzioni. Nel gruppo giovanile, invece, la fonte dell’autorità è interna.
I componenti, per tale ragione, possono cambiare regole e comportamenti di comune accordo. Ciò indurrebbe, in molti casi, a comportamenti non conformi alle regole sociali, che vengono percepite come estranee. E’ proprio da queste teorie che prendono le mosse i vari progetti di educazione alla legalità, rivolti appunto ai minori a rischio.