(di Fernando Orsini*) 11 anni senza Melissa, un dolore indelebile, difficile da raccontare, lo strazio per una giovane vita atrocemente stroncata con un atto mostruoso perpetrato da mani assassine una mattina di maggio, come se il tempo fosse ancora bloccato alle 7.42 di quel terribile sabato 19 maggio 2012. Un passato che non potrà mai passare.
L’immensa Wislawa Szymborska, in uno dei suoi più suggestivi versi di puro lirismo, ci ricorda che «non c’è vita che almeno per un attimo non sia stata immortale. La morte è sempre in ritardo di quell’attimo». E, per i suoi genitori, quella di Melissa resterà per sempre una vita immortale, con il suo sorriso solare, il suo volto radioso, i suoi sogni, i suoi progetti, le sue gioie, le sue fragilità di ragazza che non sarà mai donna.
I morti muoiono davvero quando nessuno li ricorda più, nessuno muore finché c’è qualcuno disposto a raccontarne la storia. Passeranno gli anni, i decenni, nulla potrà essere più come prima, ma la memoria di Melissa – e del Male mostruoso che su di lei si è abbattuto – gelosamente custodita dai genitori, barriera contro ogni forma di oblio, rimarrà scolpita saldamente nei loro cuori perennemente sanguinanti.
Fonte inesauribile del loro dolore, devastati nell’animo da 11 anni, Rita e Massimo Bassi continueranno a camminare ogni giorno con Melissa nella mente e nel cuore, continueranno ad essere insieme, avvolti in un dolce, tenero, immenso abbraccio.
11 anni non sono molti per continuare a ricordare.
Non sono molti, non lo saranno mai, per dimenticare.
L’immensa Wislawa Szymborska, in uno dei suoi più suggestivi versi di puro lirismo, ci ricorda che «non c’è vita che almeno per un attimo non sia stata immortale. La morte è sempre in ritardo di quell’attimo». E, per i suoi genitori, quella di Melissa resterà per sempre una vita immortale, con il suo sorriso solare, il suo volto radioso, i suoi sogni, i suoi progetti, le sue gioie, le sue fragilità di ragazza che non sarà mai donna.
I morti muoiono davvero quando nessuno li ricorda più, nessuno muore finché c’è qualcuno disposto a raccontarne la storia. Passeranno gli anni, i decenni, nulla potrà essere più come prima, ma la memoria di Melissa – e del Male mostruoso che su di lei si è abbattuto – gelosamente custodita dai genitori, barriera contro ogni forma di oblio, rimarrà scolpita saldamente nei loro cuori perennemente sanguinanti.
Fonte inesauribile del loro dolore, devastati nell’animo da 11 anni, Rita e Massimo Bassi continueranno a camminare ogni giorno con Melissa nella mente e nel cuore, continueranno ad essere insieme, avvolti in un dolce, tenero, immenso abbraccio.
11 anni non sono molti per continuare a ricordare.
Non sono molti, non lo saranno mai, per dimenticare.
* avvocato, già assessore e Presidente del Consiglio comunale di Mesagne