Richieste che come CGIL non si pensava mai di dover fare, se solo si rispettasse il diritto alla salute e alla cura sancito nell’articolo 32 della nostra carta costituzionale. Invece l’ASL di Brindisi perde “pezzi” come se fosse figlia di un dio minore: non si fanno investimenti nel personale chiudendo e accorpando reparti, costringendo tutti coloro che prestano servizio a turni stressanti, si sospendono i ricoveri ordinari in chirurgia, si lascia un solo punto nascita per l’intera provincia, si chiude l’UTIN, e altro ancora. Ma quali sono invece gli investimenti per l’ASL di Brindisi? Quanti posti-letto tra quelli previsti nel vecchio piano di riordino, e mai attivati, e quelli del nuovo riparto ministeriale, assegnati alla Puglia, saranno
Quanti ospedali e quante case di comunità, di quelle dichiarate, che dovevano essere attrezzate con i fondi del PNRR, sono concretamente in programma per la sanità territoriale? Quando si interverrà sulle liste d’attesa e sulle “agende chiuse” ? Non si può più aspettare: serve un piano straordinario per l’ASL di Brindisi. E’ per questo che come CGIL si continuerà a raccogliere le firme, oltre che online al link indicato sulle pagine facebook, anche nella provincia, nelle Camere del Lavoro comunali, e in punti itineranti, come è già previsto, per esempio, venerdì prossimo 21 luglio, a piazza della Vittoria a Brindisi dalle ore 19:00 alle ore 21:00.