Nella vicina Brindisi la movida viene “zittita” a mezzanotte con lo stop alla musica dei locali, dopo la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso dei residenti del centro storico. A Mesagne, invece, le colonne sonore continuano sino all’una ed anche oltre. Come è accaduto alle ore 3 dell’altro ieri mattino in Piazza Criscuolo dove un residente, che la mattina doveva alzarsi presto per andare a lavorare, è sceso in strada per protestare contro il gestore di un locale. Ma non è il solo. E’ di ieri l’accorato appello-sfogo ai ragazzi, ai gestori dei locali e alla Amministrazione comunale di Antonio Bardaro, residente in via Lucantonio Resta che pubblichiamo.
“Tutti noi del Centro storico siamo stati accoglienti, tolleranti, ospitali verso chi voleva svolgere una attività commerciale. Addirittura abbiamo cambiato le nostre abitudini come uscire con l’auto da casa solo in certe ore. E se facciamo un po’ tardi la sera, per non disturbare, invece di riportarla in garage posteggiamo l’auto in punti lontani rischiando una multa o qualche finestrino rotto, come è successo. Usciamo la spazzatura per la raccolta porta a porta quanto più tardi possibile se non a volte la mattina prestissimo e andare a letto il più tardi possibile. Ma, evidentemente, tutto questo non basta a far capire ai titolari di bar e ristoranti, ma anche a chi ci governa, che nell’ordinanza oltre all’orario della musica occorre anche l’orario di chiusura; installare dei bagni chimici per evitare che la mattina, oltre alle varie bottiglie e bicchieri di plastica, ci si trovi con il puzzo di piscio e qualche escremento. Inoltre – continua Bardaro – mi rivolgo ai funzionari pubblici ai quali di farsi guidare dal buon senso oltre che dalle leggi e quando operano sul campo valutino direttamente i pro e i contro”.
Antonio Bardaro conclude con l’ultimo episodio accadutogli: “L’altra mattina alle ore tre sono stato costretto ad affacciarmi alla finestra per richiamare un gruppo di ragazzi e ragazze seduti di fronte ad una pizzeria per sedare i loro toni abbastanza elevati e fastidiosi. Io dico: va bene che questi ragazzi e ragazze non hanno più orario di rientro a casa, va bene che bevano alcolici per sentirsi più allegri, va bene i loro scontri verbali che creano disturbo e fastidio. Ma dovete capire cari ragazzi che nelle case adiacenti dove voi vi fermate a chiacchierare ci sono persone che la mattina presto si alzano per lavorare, ci sono persone anziane e persone ammalate che hanno bisogno del riposo notturno. E voi cari gestori, noi capiamo i vostri impegni economici e sociali che non sono da poco ma, dovete capire che anche noi abbiamo il diritto di vivere nelle nostre case”.
Farei fare un giro ai nostri politici per vedere che si prova a vivere la. E i titolari delle attività basta mangiano e incassano dei residenti poco gli importa..fino a che non succede qualcosa di serio