Da nonno Antonio al nipote Francesco Cito: una tradizione che dura da 50 anni e che ha attraversato tre generazioni. Un gruppo di studiosi lituani arrivati in Puglia con il progetto Erasmus per vedere e studiare da vicino i benefici della Dieta Mediterranea, hanno visitato il Caseificio Lanzillotti di S. Vito dei Normanni dove Francesco, che dirige l’azienda assieme alla sorella e alla moglie, ha mostrato le varie fasi di lavorazione dei prodotti che quotidianamente espongono: mozzarella, burrata, cacio cavallo, pecorino, cacio ricotte, ecc..
Nonno Antonio 50 anni fa distribuiva il latte “porta a porta” con il carrettino. Un giorno, essendogli avanzato molto latte, decise di trasformarlo. E iniziò l’avventura. Antonio coinvolse tutta la famiglia e oggi Francesco, con la sorella e la moglie, portano avanti l’azienda che conta di 8 dipendenti. Il Caseificio Lanzillotti fa parte di una Comunità dei Produttori caseari dell’Alto Salento, consorziati con aziende agricole che conferiscono il latte. Una filiera completa, quindi.
L’incontro, organizzato dal segretario generale della Fondazione Dieta Mediterranea, Mimmo Rogoli, ha permesso di sfatare il tabù: quello che i formaggi siano portatori di colesterolo. “Certo, sappiamo che i formaggi sono ricchi di grassi, ma se consumati con moderazione fanno bene e fanno parte a pieno titolo della Dieta Mediterranea” ha detto Francesco. “La cosa interessante, e che probabilmente non tutti sanno ma che gli studi hanno accertato, che grazie ai formaggi c’è una riduzione del rischio cardiovascolare del 10% – ha aggiunto Roberto Volpe, medico del Cnr di Roma -. I formaggi hanno il calcio che è importante per l’osteoporosi per cui non sempre bisogna pensare a “formaggi uguale colesterolo”.