L’Oleificio Pietro D’Amico dal 1917 é arrivato alla quarta generazioni.
Oggi Pietro D’Amico (nella foto a sinistra) ha stravolto tutto. “Per amore, per passione, ma anche per dare un segnale di cambiamento mantenendo, però la tradizione, tutto il contenuto che i miei nonni avevano già precedentemente creato”. Pietro ha cercato – e ci è riuscito – a migliorare l’oleificio adattandolo al sistema moderno di oggi. “Tutto grazie anche alla collaborazione dell’Università di Bari e del Cnr; bisogna essere onesti e dirlo che ci danno utili indicazioni per la crescita, per la qualità”.
La Delegazione Lituana del Progetto Erasmus predisposto in Puglia dal segretario generale della Fondazione Dieta Mediterranea Mimmo Rogoli ha toccato con mano e visto con curiosità ed attenzione l’intero processo di produzione dell’olio che viene commercializzato anche nei Paesi del Nord Europa.
“Non solo – ci interrompe D’Amico -. Siamo presenti in tutti i paesi del Mondo. Il 75% del nostro prodotto veicola molto direttamente. Niente però supermercati, ma molta vendita in slow food e in ristoranti di grande livello. Non é una questione di scelta, ma di qualità”. Perché – aggiungiamo noi – una eccellenza, l’eccellenza pugliese, va rispettata.
La Xylella? “Si – ci risponde abbassando il tono della voce – siamo preoccupati, ma non ci scoraggiamo. Abbiamo fatto un po’ di innesti e stiamo procedendo piantando alcune varietà. Già da marzo 2024 ne pianteremo altre. Ogni anno piantiamo uno-due ettari nuovi. Qualcosa succederà. Non mi abbatto, non mi scoraggio. Io sono sicuro che la pianta si adatterà o qualcuno si inventerà qualcosa”.
Orgoglioso? “Si molto ma, ripeto, con amore e passione. Senza passione nella vita non si va avanti. Una passione che ho avuto ereditato da mia madre e da mio padre e che ho trasmessa a mia figlia”.
In bocca al lupo alla quinta generazione dell’Oleificio Pietro D’Amato di Cisternino.

