(di Gino Stasi) La Puglia deve condannare la distruzione e il massacro che il popolo Palestinese sta subendo dal Governo (direi esercito mercenario) israeliano a Gaza e nei territori occupati della Cisgiordania.
Dall’inizio dell’attacco, ormai, oltre che di migliaia di vite i bombardamenti hanno fatto piazza pulita del diritto internazionale, arrivando a colpire con brutalità anche gli ospedali che danno riparo a donne e bambini, malati, feriti e a decine di migliaia di sfollati le cui case sono andate distrutte per sempre.
Turba profondamente l’atteggiamento di ricatto e le violente intimidazioni mosse a chiunque critichi questa azione genocida, come sempre accade quando la libertà di parola si scontra con la propaganda filoisraeliana. L’uso strumentale di formule lessicali e la rimozione di parole indispensabili a descrivere uno scempio che va avanti da 57 anni, regnano sovrane sulle tv pubbliche. Quasi come ai tempi dell’apartheid sudafricana.
Di fronte a una potenza coloniale che si fa beffa di decine e decine di risoluzioni Onu e della IV Convenzione di Ginevra sul trattamento dei civili in tempo di guerra, il Governatore della Puglia Michele Emiliano, in un mese di distruzione e morte, non ha speso mezza parola per chiedere e pretendere una de-escalation militare, fino al “cessate il fuoco”, potendo minacciare la messa in discussione dei tanti rapporti commerciali e di partenariato tra la Regione e le Autorità israeliane.
Nota del Coordinamento Regionale pugliese per la libertà del popolo palestinese
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