Pubblichiamo il report dell’interessante conferenza stampa che Mesagne Bene Comune ha tenuto ieri pomeriggio presso le Officine Ipogee sull’inchiesta dal titolo “Cercasi Schiavo”. I dati che sono emersi sono drammatici. Sembra di essere tornati ai tempi del caporalato. Alla conferenza stampa era stata invitata anche l’Amministrazione comunale che, però, forse perché impegnata all’inaugurazione della ruota panoramica in villa comunale, non ha partecipato. Amareggiati i soci dell’associazione che ha promosso l’inchiesta. “L’associazione Mesagne Bene Comune avrebbe voluto fare delle proposte all’Amministrazione comunale, ma non ha avuto un interlocutore. Le 82 persone che hanno risposto al questionario sono state ignorate”, ha dichiarato Andrea Tenore.
L’inchiesta in breve
- Dalle esplorazioni condotte, seppur ci troviamo distanti dai numeri di località turistiche storicamente consolidate con la Valle d’Itria o la Penisola Salentina, proprio grazie alla loro vicinanza, anche la città di Mesagne ha conosciuto negli ultimi anni una crescita di alcune delle principali attività turistiche (anzitutto nell’ambito della ristorazione e dell’hospitality)
- Il questionario rivolto ad indagare le condizioni di lavoro nel settore turistico nella città di Mesagne ha riscosso molta attenzione, come testimoniato dagli 82 rispondenti.
- Il campione risulta composto in maggioranza da uomini (56%), e da giovani con età inferiore ai 24 anni (34%) che svolgono questo lavoro continuativamente.
- È però da segnalare la presenza di lavoratori di tutte le età, inclusi over 40 (23%), per la maggior parte continui. Diminuisce invece la partecipazione delle donne in età di maternità (particolarmente nella fascia di età 25-39).
- Dichiara di lavorare a nero soltanto il 20% dei rispondenti (per la maggioranza di genere femminile), tuttavia la maggior parte sembra collocarsi nell’ambito del cosiddetto “lavoro grigio”, ossia con un contratto che viene rispettato soltanto in parte.
- Ciò nonostante la maggior parte dei rispondenti (64%) dichiara di svolgere il proprio lavoro in maniera continuativa e non esclusivamente stagionale.
- Appare invece drammatico il dato delle retribuzioni, con la maggior parte (84%) dei lavoratori che dichiara di ricevere una paga inferiore alle 6 euro l’ora, mentre il 31% dichiara di ricevere meno di 3 euro l’ora.
- Ancora una volta, le retribuzioni inferiori sono maggiori per le donne rispetto agli uomini, così come colpiscono in misura maggiore gli under 25 e gli over 50.
- Il lavoro povero colpisce in misura maggiore coloro che lavorano in nero o in grigio, piuttosto che coloro che godono di un’occupazione regolata e rispettosa dei vincoli contrattuali e normativi.
- Altrettanto drammatico è lo scenario dei tempi di lavoro, con il 60% dei rispondenti che dichiara di lavorare abitualmente più di 8 ore al giorno. È inoltre significativo notare come più si lavora e meno si guadagna, con la retribuzione che tende a diminuire all’aumento delle ore di lavoro.
- Tra gli stagionali, inoltre, è frequente che non venga concesso il giorno di riposo, con orari di lavoro che si svolgono quindi 7 giorni su 7.
- I lavoratori nel turismo di Mesagne si sentono soli. Dichiarano infatti per la maggior parte di non avere supporto nè dall’amministrazione comunale, vicina agli interessi dei ristoratori (77%), nè dai sindacati (58%), mentre i controlli dell’ispettorato del lavoro sono poco frequenti (61%) e, in molti casi, anche poco efficaci (21%).
- Le testimonianze raccolte dai lavoratori, oltre a confermare molti degli aspetti trovati nel questionario (paghe ridotte, orari massacranti, scarsa tutela legale) accedono la luce su una molteplicità di problematiche. Dalla difficoltà di vedere riconosciuti diritti basilari, come quelli a una tutela infortunistica, all’esclusione dalla protezione sociale, ad esempio in caso di perdita di lavoro, fino a fenomeni di moltesie, mobbing e ricatti che, tra le altre cose, scoraggiano la possibilità per i lavoratori di denunciare alle autorità o al sindacato le reali condizioni di lavoro.
Egr. Dir.in prossimità delle elezioni era normale che l’amm. com. partecipasse all’evento più redditizio e in questo caso era senz’altro l’inaugurazione della ruota panoramica che porta consenso elettorale e non al problema dello sfruttamento che la partecipazione e quindi una presa di posizione avrebbe portato dissenso da parte di coloro che lo provocano come sempre BRAVI
Beh hanno messo nero su bianco una cosa che sanno tutti, e vè li ricordate le stagioni in riviera romagnola metà stipendio in busta l’altro fuori busta? Quasi come se lo regalavano! Abbiamo messo a pareggo pure questo schifo.
Ora però da affrontare anche il capitolo cocaina droga dei tavolini: nulla di nuovo anche qui dato i numeri dei sequestri fatti.
Lavoro utile, non nulla di nuovo su cui si discute da anni oramai, e su cui qualcuno ha tentato spostare l’attenzione dando qualche premio… a qualche ristoratore appena uscita la finanza, ma questa associazione deve decidere da che parte stare, non può avere il piede in più scarpe, così quel locale pubblico dalla storia lunga, che aprono una volta a sfilata.