La vicenda “Mafia Capitale”, che in questi giorni ha nuovamente messo in risalto il perverso rapporto fra criminalità organizzata e politica, impone una seria riflessione su come sia diffuso il fenomeno e su come si debba intervenire per prevenire e arginare situazioni del genere. Come è noto il nostro gruppo insiste da tempo sulla necessità ed urgenza di introdurre, all’interno della pubblica amministrazione, strumenti utili da un lato ad impedire il fenomeno della corruzione e dall’altro ad evitare potenziali situazioni di conflitti d’interessi tali da non esporre l’Ente Comunale a ricatti o condizionamenti. Purtroppo non sono sufficienti le sole prese di distanza dai fatti criminosi, non bastano le manifestazioni pubbliche contro le mafie, non bastano i cortei, i convegni, le tavole rotonde se poi non si opera nella stessa direzione con atti concreti. Il Sindaco, dunque, oltre ad indignarsi per le parole pronunciate nei giorni scorsi dal procuratore Motta, non benevole nei confronti della nostra comunità, e a sciorinare una serie di discutibili successi in merito alla lotta alla criminalità organizzata intervenuti durante la sua gestione amministrativa avrebbe dovuto dare al paese segnali di maggior impegno in questo settore. Probabilmente ora è troppo tardi e tale compito sarà necessariamente demandato all’amministrazione futura. Sul punto intendiamo ribadire nel giorno in cui si celebra la Giornata Internazionale contro la Corruzione quali sono per noi i punti irrinunciabili alla base di qualunque alleanza amministrativa, che dovrebbero costituire l’inizio di una buona amministrazione. Innanzitutto chiederemo a tutte le forze e movimenti che si presenteranno in questa tornata elettorale di aderire con convinzione alla Carta di Pisa, attraverso la sottoscrizione di un modulo di adesione per ogni candidato; Carta di Pisa che poi dovrà essere recepita ed adottata dal Comune di Mesagne nella prima seduta utile della prossima consiliatura; entro un anno dall’insediamento della nuova giunta l’ente dovrà dotarsi della carta dei servizi del cittadino, della certificazione dell’Ente ed inoltre di alcuni regolamenti fondamentali come quello che disciplina gli incarichi esterni ed interni dei dipendenti comunali; ed ancora dovrà essere rivisto il regolamento dell’Osservatorio della Legalità al fine di renderlo più snello, meno pletorico e più funzionale allo scopo, ma soprattutto si dovrà adottare il piano triennale anti corruzione che prevede, fra l’altro, la rotazione dei dirigenti delle aree più esposte. È il caso di puntualizzare che l’adozione del piano anti corruzione è stato da noi sollecitato in varie occasioni pubbliche, nelle sedi istituzionali e attraverso note stampa. Ci sfuggono i motivi per i quali i nostri appelli sono rimasti inevasi visto che la legge anti corruzione che richiama i comuni ad ottemperare è del 2012. Monito che riprendeva le stesse parole di Don Luigi Ciotti, che in più occasioni ha affermato che “La corruzione continua ad essere una ferita dentro ciascuno di noi. Inquina la politica, l’economia e le condizioni di vita delle persone…..e che occorre operare per fare in modo che a diventare normale non siano la corruzione, l’illegalità, le furberie, le mafie, ma l’onestà, la trasparenza, il rispetto delle leggi…” ed ancora “invitava le stesse amministrazioni ad adottare il piano anticorruzione del 2012 ritenendo importante avere individuato strumenti significativi quali la figura del responsabile anti corruzione, un piano triennale e l’obbligo alla trasparenza”, aggiungendo che tali “strumenti andavano applicati bene subito”!
Segreteria ProgettiAmo Mesagne