1980-2025: una storia lunga 45 anni. Fu Nuccio Nitti, assessore allo sport della giunta Bardaro che fece costruire in via Udine un impianto tensostatico. Sino a quell’anno la Libertas, squadra di pallacanestro militante allora in serie D, giocava all’aperto, sul un campetto costruito all’interno dello stadio di calcio di via Sasso. Il tensostatico fu possibile costruirlo grazie al terreno che l’avv. Raffaele De Francesco aveva donato al Comune. La tenda di copertura del tensostatico, però, ebbe vita breve. Una domenica di dicembre del 1983 fu distrutta da un fortissimo vento. Quel giorno la Virtus, sorta dalla fusione tra Libertas e Carmine, avrebbe dovuto giocare in Basilicata, a Montescaglioso. Inizialmente la Giunta comunale pensò per acquistare un’altra tenda per coprire la struttura metallica rimasta in piedi, ma la ferma opposizione dei dirigenti della Virtus convinse l’Amministrazione comunale a dare il via alla costruzione di un nuovo impianto, in muratura, che fu costruito dalla ditta Rivoli di Monopoli. Per due stagioni la Virtus giocò presso il tensostatico di S. Pietro Vernotico sino a quando tornò a Mesagne nella stagione sportiva 1985-86. Oggi il vecchio “scatolone” è stato ristrutturato, inaugurato e riconsegnato alla città.
Alla cerimonia di riapertura erano presenti il sindaco Matarrelli, assessori e consiglieri comunali, il consigliere regionale Mauro Vizzino, i tecnici comunali coordinati dall’ing. Claudio Perrucci – che hanno predisposto e seguito i lavori di ristrutturazione dell’impianto sportivo – e la responsabile dell’Ufficio Sport comunale, dott.ssa Concetta Franco.
Presenti autorità civili, militari e religiose, numerosi i rappresentanti di associazioni mesagnesi e i cittadini appassionati di sport. Ha preso parte all’evento, testimonial d’eccezione, il campione olimpico mesagnese Carlo Molfetta. Nell’occasione, alla presenza della moglie Liliana e della figlia Valentina, la scopertura della targa di intitolazione dell’impianto all’avv. Raffaele De Francesco, prematuramente scomparso nell’agosto del 1990, “cittadino emerito che donò alla città il terreno sui cui sorge il Palasport”.
La struttura sportiva potrà essere utilizzata dalle associazioni e dalle società sportive in un habitat che rispecchia standard di sicurezza e comfort ottimali, perfettamente rispondenti a criteri di sicurezza anche in materia di incendio e accorgimenti acustici; sono stati insonorizzati gli ambienti e si è provveduto all’abbattimento delle barriere architettoniche per facilitare l’ingresso agli spazi delle persone diversamente abili; è stata realizzata una infermeria, con un locale adibito a sala medica e controllo antidoping. Si è inoltre provveduto all’adeguamento dei servizi igienici e alla creazione di spogliatoi e servizi per gli arbitri di gara. Il progetto ha significativamente migliorato l’efficientamento energetico dell’edificio mediante la costruzione di un cappotto termico. E ancora, nell’ottica di contenere i consumi, sono stati installati un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica ed un impianto solare termico per la produzione di acqua calda. È stato inoltre finanziato l’acquisto di nuove attrezzature, ledwall, seggiolini per il pubblico.
“Mentre riconsegniamo alla città un gioiellino a disposizione della comunità sportiva – ha spiegato il sindaco della città, Antonio Matarrelli -, una struttura che è anche omologata per gli sport paralimpici, pensiamo agli altri due finanziamenti già ottenuti, del valore complessivo di 1 milione e 200mila euro, che serviranno per la ristrutturazione delle palestre delle scuole “Moro” e “Falcone”. Abbiamo intanto già richiesto un finanziamento per l’efficientamento dello stadio comunale”.