In ricordo del caro Ermes.
“Sol chi non lascia eredità d’affetti….poca gioia ha dell’urna”, mai parole furono più giuste in riferimento ad una vita che si conclude, perché il caro Ermes di affetti ne ha lasciati tanti ai figli, ai nipoti e pronipoti e innumerevoli studenti che hanno avuto la fortuna di incrociare la loro storia con la sua.
Ermes era l’Insegnante nella sua forma più completa e armoniosa, era colui che “lasciava il segno”, un segno che spesso aveva orientato le vite dei suoi giovani allievi verso mete ambiziose e di prestigio, perché lui non solo insegnava ma era capace di incoraggiare, confortare, valorizzare TUTTI, era il loro professore ma anche il confidente, il punto di riferimento su cui sapevano di poter sempre contare.
Conoscevo “Il professore Ermes”, sin dai tempi dell’Università, e da tanti anni eravamo vicini di casa per cui ho avuto la fortuna di poter coltivare un’amicizia di cui sono andata sempre fiera.
Capitava pertanto di incontrarci per le scale mentre lui tornava col suo fascio di quotidiani e di giornali e con le buste della spesa e di metterci a commentare i fatti della politica, che sempre più lo deludeva, o a parlare di letteratura. Immancabile, poi la domanda su mio figlio… e Francesco sta bene? Accompagnata da un commento pieno di affetto, di stima e tenerezza.
Ogni tanto mi faceva dono di un libro appena uscito da portare a Francesco, quando fossi andata a trovarlo a Milano, gesto di una premura squisita…da nonno affettuoso, di cui gli sarò sempre grata.
Francesco non era stato suo studente, ma ricordo che adolescente, nelle giornate di estate, dalla finestra aperta del piano superiore, arrivava la sua voce che commentava Dante ai suoi studenti, e lui mi diceva affascinato…Nessuno spiega Dante come il professor De Mauro…
Negli ultimi anni, da quando anche io ero in pensione, la nostra frequentazione era diventata più assidua e capitava che ci si incontrasse a casa sua assieme alla amata figlia Maria, a parlare di scuola e di politica…le sue due principali passioni.
Sono stata davvero contenta di aver potuto condividere con lui anche gli ultimi suoi giorni, quelli del dolore, purtroppo…ma in cui è rimasto sempre lo stesso, con il pensiero rivolto alla cara moglie e a tutte le persone a cui voleva bene.
Con lui se ne va un cittadino ed un docente esemplare, un punto di riferimento culturale della nostra comunità. Ci mancherà il suo pensiero arguto e brillante unito alla benevolenza verso tutti, la sua mentalità di uomo libero e rispettoso dei valori della democrazia, che lui non si limitava a predicare, ma testimoniava ogni giorno con il suo operato.
Il compito di chi rimane deve essere quello di fare tesoro di tanta ”eredità di affetti”.
Il mio pensiero affettuoso va a Ninì, agli amatissimi figli, Cassio, Italo e Maria, agli adorati nipoti e pronipoti. Possa essere loro di consolazione, la consapevolezza che ha vissuto la propria vita da uomo giusto e libero.
Grazie Ermes
Clara BIANCO