
L’avv. Rosanna Saracino.
Ieri pomeriggio il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la delibera per concedere la civica benemerenza al prof. Ermes De Mauro (nella foto), venuto a mancare lo scorso w20 febbraio. Ha presentato la proposta l’avv. Rosanna Saracino. Riportiamo integralmente il suo intervento.
Ermes Decio Antonio De Mauro nasce a San Pietro Vernotico il 19 giugno 1936 da Cassio De Mauro (di Oria ) e Maria Paladini (di Lecce). Frequenta il liceo classico di Francavilla Fontana dove si diploma nel Si sposa il 6 Aprile 1957 con Anita ( detta Ninì) Caniglia di Oria con la quale avrà tre figli. Si iscrive alla Facoltà di Lettere classiche di Lecce dove si laurea nel 1976. Lavora come impiegato per mantenere la famiglia e impartisce lezioni private di latino, greco e italiano. Si iscrive alla Facoltà di Sociologia di Urbino dove si laurea nel 1979 Si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino ma non termina gli studi. Vince tutti i concorsi per l’insegnamento ai quali partecipa col massimo del punteggio ed
entra nella scuola. Insegna in molti licei, ma lascerà il cuore in quello di Gioia del Colle dove avrà la fortuna (parole sue) di incontrare grandi professori e mentori come il prof. Donatone e il prof. Pavone In provincia di Brindisi insegna al Liceo Scientifico Fermi di Brindisi, al Liceo Scientifico di Oria prima di approdare a quella che sarà la sua casa : il Liceo classico Marzolla di Brindisi.
Il pomeriggio a partire dalle 15 dà, per tutta la vita, fino a pochi mesi prima della morte, lezioni a studenti liceali e universitari di latino, greco, italiano. È straordinario il numero di giovani che ha frequentato la sua casa per motivi di studio, ma anche semplicemente per confrontarsi sulla lettura di un libro, per un consiglio sulla scelta dell’università, per approfondire argomenti particolarmente interessanti, per la necessità di una confidenza che si sapeva ben custodita e mai giudicata, oppure solo per nostalgia una volta finita la scuola.
Gli ex alunni lo invitavano ai matrimoni e ai battesimi, erano contenti che lui partecipasse alla loro vita adulta. La relazione che i suoi alunni intraprendevano con lui e lui con loro, era innanzitutto umana, affettiva, e quindi costruita e durevole nel tempo e improntata alla sincerità: nulla avrebbe potuto impedirgli di esprimere ciò che pensava. Come ogni buon maestro non rinunciava mai a spronare i suoi ragazzi, a volte anche con parole dure, se necessarie.
Oltre all’attività di insegnamento, Ermes De Mauro è stato interprete di numerose conferenze tenute per la maggior parte nel Salone dell’Associazione Di Vittorio, ma anche altrove come il Museo provinciale di Brindisi, le scuole superiori di Mesagne, alcune scuole superiori di Brindisi e dei paesi della provincia. Davvero difficile ricordarle tutte. L’argomento delle conferenze era sempre monografico, riguardava La Divina Commedia, di cui è stato appassionatissimo cultore e divulgatore, ma anche autori della letteratura italiana, il mondo greco, il mondo latino e molti altri argomenti. Ha, in qualche occasione, presentato dei libri. Ha scritto molti articoli per il mensile MINIERE e in altre occasioni.
Ha scritto due saggi: uno sulla figura del dottor Annibale Cavaliere, figura molto importante nella sua formazione, nonché suo padrino di battesimo, e un altro dedicato al Canto di un pastore errante dell’Asia di Giacomo Leopardi. Un ruolo molto importante nella sua vita negli ultimi decenni è stato svolto dall’ impegno con l’Associazione Di Vittorio di cui è stato socio. Egli nutriva grande stima e affetto per i membri dell’Associazione che considerava un presidio culturale di grande importanza per la nostra città. Si sentiva profondamente onorato di far parte di quella realtà ed è all’interno del progetto culturale della Di Vittorio che egli ha considerato il suo compito di divulgatore, in particolare dell’opera di Dante.
Veri e propri strumenti del mestiere, sono stati i libri. Da vero e profondo studioso quale era, possedeva una biblioteca ricchissima di ogni genere di libri, ma soprattutto di classici della letteratura latina, greca, russa, francese, di ogni commento e saggio critico sulla Divina Commedia, di opere monografiche di poeti e narratori italiani e stranieri, di tutti i premi Nobel, di opere di Gramsci e di altri grandi pensatori, filosofi, politici e tantissimo altro ancora. Sarebbe difficile elencarli tutti. Come la scuola, anche i libri sono stati una grande passione. Era molto attento e molto critico verso tutto ciò che proponeva l’editoria. Il suo mondo era tutto racchiuso nel suo studio dove da ogni angolo lo guardavano i volti cari degli
amici che non c’erano più. L’idea della morte lo accompagnava sempre, ma in senso profondamente foscoliano: il dialogo con chi non c’è più era per lui parte integrante della vita.
Rimane molto difficile elencare tutto ciò che Ermes De Mauro ha fatto, ad esempio aiutando moltissimi giovani senza mezzi ad usufruire comunque delle sue lezioni, senza assolutamente pretendere nulla in cambio se non attenzione e impegno.
Chiunque l’abbia conosciuto è testimone della sua grande generosità, della sua magnanimità d’animo. Egli non era ricco, ma era disposto ad aiutare chiunque fosse in difficoltà, senza esitazione alcuna. Il suo cruccio, fino alla fine, è stato assistere al realizzarsi di un mondo nel quale non si riconosceva, che avrebbe desiderato migliore, più equo, solidale, senza soprusi, fame, sfruttamento. Per l’Italia non aveva più speranze, lui che di speranze ha vissuto, non credeva più che il nostro Paese avrebbe potuto curarsi dei giovani.
È per loro che egli ha nutrito la passione più grande, ciò che di straordinario lui è stato è quello di essere una guida e un maestro per i giovani, tanti, che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Ermes De Mauro è stato un uomo semplice nelle aspirazioni, umile nelle azioni, ma complesso nel pensiero e nei sentimenti. Aveva colto pienamente la lezione dei classici, si riconosceva negli ideali dell’ Umanesimo, ma anche nei valori del Cristianesimo incarnato nella figura di San Francesco.