La strage del 2 agosto a Bologna spiegata a chi nel 1980 non era ancora nato. Ero stato assunto a Bologna come aiuto macchinista delle Ferrovie dello Stato solo un anno prima. Stavo aspettando in stazione il treno per la Puglia alle ore 11,38. Mi trovavo a circa 100 metri, a destra, guardando la stazione nella cosiddetta camera 20 che era il numero del vecchio telefono dell’azienda, dove aspettavamo i treni in partenza come personale di condotta. Sono trascorsi 45 anni e ci sono intere generazioni che non ricordano quel giorno che ha cambiato per sempre la storia di quella città. Ma la memoria è uno strumento potente che si può anche trasmettere. Sono passati 45 anni da quella strage, uno dei più tragici attentati terroristici del secondo dopoguerra in Italia. Un ordigno esplose nella sala d’aspetto, uccidendo 85 persone e ferendone oltre 200. Ogni anno, Bologna si unisce nel ricordo delle vittime e delle loro famiglie, con numerose iniziative commemorative. Il tradizionale corteo cittadino si svolge anche oggi. Il percorso termina alla stazione, dove alle 10 inizia la cerimonia ufficiale. Alle 10.25, il suono del triplice fischio del treno dà inizio al minuto di silenzio in memoria delle vittime. Per non dimenticare.
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Crastolla, sarto d’altri tempi
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