(Vincenzo Legrottaglie) La provincia di Brindisi sta vivendo un momento felice da un punto di vista spirituale, specie dopo la recente canonizzazione di San Bartolo Longo da Latiano, ad opera di papa Leone XIV. Nel frattempo, sempre dalla Capitale, è giunta un’altra fausta notizia: due prelati brindisini sono stati raffigurati in un’opera musiva, nella parrocchia di Sant’Antonio a Circonvallazione Appia. Si tratta dei servi di Dio padre Giuseppe Marrazzo e padre Pantaleone Palma, entrambi appartenenti alla Congregazione dei Rogazionisti del Cuore di Gesù, fondata nel 1897, a Messina.
Durante una solenne celebrazione eucaristica, monsignor Giuseppe Leanza, Nunzio Apostolico emerito, ha benedetto il nuovo mosaico che d’ora in poi farà da sfondo alla statua di Sant’Annibale Maria Di Francia, fondatore della Congregazione. L’opera ricorda anche la figura dei venerabili e servi di Dio suoi figli spirituali: padre Giuseppe Aveni, madre Maria Nazarena Majone, i due già citati sacerdoti pugliesi e i venerabili della Piccola Missione per i Sordomuti: don Giuseppe Gualandi e madre Orsola Mezzini. Infatti, la Piccola Missione per i Sordomuti è stata recentemente accorpata ai Rogazionisti.
Alla funzione religiosa hanno partecipato numerosi fedeli, i Padri Rogazionisti, le Figlie del Divino Zelo (ramo femminile della famiglia rogazionista), le Suore della Piccola Missione per i Sordomuti e una rappresentanza dei Sordi Trasteverini, che hanno voluto celebrare così la Giornata Mondiale del Sordo. Al termine si è svolto un momento comunitario nei locali dell’Istituto Antoniano Femminile, adiacente alla Parrocchia.
Ritornando al mosaico, realizzato dallo studio d’arte “La Musa” di Castel Gandolfo, sarà bene richiamare alcuni brevi cenni biografici su i due pugliesi, ivi raffigurati, al fine di conoscerli meglio.
Padre Giuseppe Marrazzo, nato a San Vito dei Normanni, nel 1917, entrò tra i Rogazionisti a 13 anni e fu ordinato sacerdote, nel 1943, a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). Egli comprese subito che la sua missione era quella di dispensare la misericordia del Signore nel silenzio, nell’accoglienza e nell’umiltà. Tranne una breve parentesi a Zagarolo (Roma) dal 1972 al 1974, svolse il suo apostolato presso il Santuario di Sant’Antonio a Messina come confessore, direttore spirituale e rettore, seguendo spiritualmente i gruppi e le associazioni legate al Santuario, gli ammalati e tutti coloro che ne avessero bisogno. Ogni anno non mancava di accompagnare a Lourdes pellegrini e malati infondendo serenità e pace. Morì a Messina il 30 novembre 1992: aveva 75 anni, di cui 56 di professione religiosa e 49 di sacerdozio. La fama di santità di cui il prete sanvitese godeva quand’era in vita non l’abbandonò da morto diffondendosi anche fuori d’Italia. Il 9 maggio 2014, i suoi resti mortali sono stati traslati nel Santuario di Sant’Antonio a Messina e deposti nello stesso sepolcro dove in precedenza erano state collocate le spoglie di Sant’Annibale Maria Di Francia, canonizzato nel 2004 e oggi sepolto presso la parrocchia rogazionista di Piazza Asti, nell’Urbe.
Padre Giuseppe Marrazzo è stato dichiarato Venerabile nel 2023. Ha lasciato un grande seguito di fedeli che ne ricordano la memoria con la preghiera e anche sul gruppo Facebook intitolato “Amici di Padre Marrazzo”, con sede nella Città dello Stretto. Invece, padre Pantaleone Palma (1875 – 1935), originario di Ceglie Messapica, fu inviato da sacerdote a Messina per studiare presso la facoltà di Lettere e Filosofia della locale università e lì conobbe Sant’Annibale, che lo accolse nella miseria del quartiere Avignone, dove il Santo messinese svolgeva la sua missione. L’ecclesiastico cegliese divenne il suo principale collaboratore, diffondendo la devozione a Sant’Antonio di Padova e istituendo le Segreterie Antoniane, che furono la principale fonte di sostentamento dell’Opera di padre Annibale.
Padre Palma si rivelò essere un uomo geniale e intraprendente, tanto che il Fondatore dei Rogazionisti, prima di morire (1° Giugno 1927), lo nominò erede universale. Vittima della gelosia dei confratelli, fu accusato ingiustamente e confinato presso la Scala Santa di Roma, nel convento dei Passionisti, i quali lo considerarono santo in vita e dopo la morte. Al Rogazionista messapico fu anche proibito di celebrare i sacramenti e per tre anni affrontò un vero e proprio martirio del cuore e dello spirito. Ottenuto, infine, l’indulto da papa Pio XI, gli fu permesso di poter celebrare nuovamente la santa messa, ma, pochi giorni dopo, morì improvvisamente, il 2 settembre 1935, a soli 60 anni. I suoi resti mortali, inizialmente sepolti presso il cimitero del Verano, a Roma, sono stati traslati nel Santuario di Sant’Antonio di Padova, a Oria, il 12 settembre 2013.
I fedeli e i pellegrini della provincia di Brindisi che si recheranno a Roma, per gli ultimi eventi giubilari, avranno anche l’occasione di potersi raccogliere in preghiera nella chiesa di Sant’Antonio a Circonvallazione Appia, dinnanzi al nuovo mosaico raffigurante i due Rogazionisti messapici.Fotografia Padre Palma, a sx, è indicato in rosso, mentre Padre Marrazzo, in basso a dx, in verde.
Durante una solenne celebrazione eucaristica, monsignor Giuseppe Leanza, Nunzio Apostolico emerito, ha benedetto il nuovo mosaico che d’ora in poi farà da sfondo alla statua di Sant’Annibale Maria Di Francia, fondatore della Congregazione. L’opera ricorda anche la figura dei venerabili e servi di Dio suoi figli spirituali: padre Giuseppe Aveni, madre Maria Nazarena Majone, i due già citati sacerdoti pugliesi e i venerabili della Piccola Missione per i Sordomuti: don Giuseppe Gualandi e madre Orsola Mezzini. Infatti, la Piccola Missione per i Sordomuti è stata recentemente accorpata ai Rogazionisti.
Alla funzione religiosa hanno partecipato numerosi fedeli, i Padri Rogazionisti, le Figlie del Divino Zelo (ramo femminile della famiglia rogazionista), le Suore della Piccola Missione per i Sordomuti e una rappresentanza dei Sordi Trasteverini, che hanno voluto celebrare così la Giornata Mondiale del Sordo. Al termine si è svolto un momento comunitario nei locali dell’Istituto Antoniano Femminile, adiacente alla Parrocchia.
Ritornando al mosaico, realizzato dallo studio d’arte “La Musa” di Castel Gandolfo, sarà bene richiamare alcuni brevi cenni biografici su i due pugliesi, ivi raffigurati, al fine di conoscerli meglio.
Padre Giuseppe Marrazzo, nato a San Vito dei Normanni, nel 1917, entrò tra i Rogazionisti a 13 anni e fu ordinato sacerdote, nel 1943, a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). Egli comprese subito che la sua missione era quella di dispensare la misericordia del Signore nel silenzio, nell’accoglienza e nell’umiltà. Tranne una breve parentesi a Zagarolo (Roma) dal 1972 al 1974, svolse il suo apostolato presso il Santuario di Sant’Antonio a Messina come confessore, direttore spirituale e rettore, seguendo spiritualmente i gruppi e le associazioni legate al Santuario, gli ammalati e tutti coloro che ne avessero bisogno. Ogni anno non mancava di accompagnare a Lourdes pellegrini e malati infondendo serenità e pace. Morì a Messina il 30 novembre 1992: aveva 75 anni, di cui 56 di professione religiosa e 49 di sacerdozio. La fama di santità di cui il prete sanvitese godeva quand’era in vita non l’abbandonò da morto diffondendosi anche fuori d’Italia. Il 9 maggio 2014, i suoi resti mortali sono stati traslati nel Santuario di Sant’Antonio a Messina e deposti nello stesso sepolcro dove in precedenza erano state collocate le spoglie di Sant’Annibale Maria Di Francia, canonizzato nel 2004 e oggi sepolto presso la parrocchia rogazionista di Piazza Asti, nell’Urbe.
Padre Giuseppe Marrazzo è stato dichiarato Venerabile nel 2023. Ha lasciato un grande seguito di fedeli che ne ricordano la memoria con la preghiera e anche sul gruppo Facebook intitolato “Amici di Padre Marrazzo”, con sede nella Città dello Stretto. Invece, padre Pantaleone Palma (1875 – 1935), originario di Ceglie Messapica, fu inviato da sacerdote a Messina per studiare presso la facoltà di Lettere e Filosofia della locale università e lì conobbe Sant’Annibale, che lo accolse nella miseria del quartiere Avignone, dove il Santo messinese svolgeva la sua missione. L’ecclesiastico cegliese divenne il suo principale collaboratore, diffondendo la devozione a Sant’Antonio di Padova e istituendo le Segreterie Antoniane, che furono la principale fonte di sostentamento dell’Opera di padre Annibale.
Padre Palma si rivelò essere un uomo geniale e intraprendente, tanto che il Fondatore dei Rogazionisti, prima di morire (1° Giugno 1927), lo nominò erede universale. Vittima della gelosia dei confratelli, fu accusato ingiustamente e confinato presso la Scala Santa di Roma, nel convento dei Passionisti, i quali lo considerarono santo in vita e dopo la morte. Al Rogazionista messapico fu anche proibito di celebrare i sacramenti e per tre anni affrontò un vero e proprio martirio del cuore e dello spirito. Ottenuto, infine, l’indulto da papa Pio XI, gli fu permesso di poter celebrare nuovamente la santa messa, ma, pochi giorni dopo, morì improvvisamente, il 2 settembre 1935, a soli 60 anni. I suoi resti mortali, inizialmente sepolti presso il cimitero del Verano, a Roma, sono stati traslati nel Santuario di Sant’Antonio di Padova, a Oria, il 12 settembre 2013.
I fedeli e i pellegrini della provincia di Brindisi che si recheranno a Roma, per gli ultimi eventi giubilari, avranno anche l’occasione di potersi raccogliere in preghiera nella chiesa di Sant’Antonio a Circonvallazione Appia, dinnanzi al nuovo mosaico raffigurante i due Rogazionisti messapici.Fotografia Padre Palma, a sx, è indicato in rosso, mentre Padre Marrazzo, in basso a dx, in verde.