Il consigliere comunale Carmine Dimastrodonato (nella foto) di Mesagne Moderata condivide la protesta degli imprenditori e dei commercianti della zona industriale e chiede all’Amministrazione comunale di desistere dall’aprire una seconda piattaforma ecologica in via Marangio su un terreno di cinquemila metri quadri confiscato alla mafia, esattamente al centro di opifici esistenti occupati e di famiglie stabilmente residenti, ed in zona particolarmente densa di attività produttive. L’Amministrazione  Comunale giustifica l’intervento da realizzare in quanto non può essere associato o confuso nelle funzioni con l’esistente piattaforma ecologica di Via Murri; che non sarà una discarica autorizzata e che non esiste alcun rischio di degrado della zona. Inoltre il Comune precisa che il Centro, che nascerà grazie al finanziamento regionale di circa € 265.000, servirà esclusivamente per la raccolta del rifiuto differenziato, in particolare plastica,vetro, carta e scarti di potatura il cui conferimento non pongono rischi in termini ambientali. “Dall’accesso agli atti e nella relazione generale allegata al Progetto Esecutivo approvato con Delibera di Giunta vengono riportate le tipologie dei rifiuti che possono essere conferiti presso il suddetto centro- spiega il consigliere Dimastrodonato -. Si evince che oltre alla plastica, vetro, carta e scarto di potatura, sarà possibile anche conferire imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose, solventi, acidi, sostanze alcaline, prodotti fotochimici, pesticidi, detergenti contenenti sostanze pericolose, tubi fluorescenti e altri rifiuti contenenti mercurio, gas in contenitori a pressione, batterie ed accumulatori, oli minerali esausti, vernici, inchiostri, adesivi contenenti sostanze pericolose, medicinali, pneumatici fuori uso, ecc., mentre non si nota corrispondenza in merito al procedimento amministrativo relativo il parere urbanistico completo della certificazione requisiti igienico sanitari (Asl), validazione del progetto ed autorizzazione allo scarico delle acque meteoriche. Quindi non si riesce ad individuare se l’approvazione di tale progetto avesse bisogno di eventuale  deroga. Alla luce di quanto su esposto – aggiunge Dimastrodonato – era necessaria la costruzione di altra piattaforma ecologica? Poiché il Comune è dotato di altro punto ecologico sito in via Sandonaci a sud della città ,  sarebbe meglio aprirlo al pubblico subito in quanto già terminato da più di un anno anziché tenerlo  chiuso”. Carmine Dimastrodonato si rivolge quindi al Sindaco e alla Giunta che hanno approvato tutti gli atti relativi al progetto che con verbale di gara n. 3 del 26/03/2015 si è concluso è stato affidato in via provvisoria dalla ditta Edil Ter s.r.l.  con sede in Andria. “Vi chiedo di sospendere l’affidamento dei lavori per meglio poter valutare tutti gli atti le condizioni necessarie ed indispensabili  per evitare situazioni di degrado territoriale ed ambientale, e di valutare che forse il terreno impegnato proveniente da confisca sarebbe meglio utilizzarlo per la costruzione di un edificio per attività scolastica e un laboratorio per realizzazione di un “Centro scuola lavoro di formazione professionale” del quali il Comune già dispone di un progetto dal 2005. Appello che Dimastrodonato rivolge a tutti i candidati Sindaci e all’associazione Azim che dice di rappresentare gli imprenditori ma di fatto non dice nulla. “Ognuno si prenda le sue responsabilità ”, conclude.
Dimastrodonato: “No alla seconda piattaforma ecologica”
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La memoria non è solo ricorrenza
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