La Polizia di Stato ha indagato in stato di libertà due dipendenti di una delle numerose aziende alle quali il gruppo Enel ha commissionato lavori nell’ambito delle attività che interessano la Centrale Federico II di Cerano. Gli accertamenti sono scattati dopo che l’Ufficio Immigrazione, impegnato in attività di specifica competenza, ha notato un’insolita movimentazione di mezzi nelle adiacenze dell’ingresso della Centrale Enel. Immediata è stata la segnalazione all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico che si è coordinatosi con lo stesso Ufficio Immigrazione, ha avvitato un’attività congiunta di osservazione all’esito della quale è stato possibile accertare che alcuni dipendenti “infedeli” avevano avviato un vero e proprio mercato di rame distraendo ingenti quantitativi di metallo rosso destinato al mercato nero. L’articolata attività illecita prevedeva una prima fase di sguainatura dei cavi all’interno delle areedell’Enel per poi aggirare i controlli della porta carraia occultando le matasse di rame intrecciando il metallo e nascondendolo all’interno di furgoni ordinariamente deputati al trasporto di attrezzatura da cantiere. La Polizia ha fermato un furgone condotto da un ostunese che aveva nascosto nel veicolo oltre 300 Kg di rame che venivano momentaneamente riposti prima di essere caricati sui furgoni per essere portati fuori dalla Centrale Federico II. Il container era sotto la “gestione” di un brindisino legato al giovane ostunese fermato in precedenza a bordo del furgone. Nel container erano stati nascosti cavi in rame per un peso di poco inferiore alle due tonnellate. I cavi di rame rinvenuti sono stati riconsegnati immediatamente ai responsabili dell’Enel e i due uomini sono stati denunciati a piede libero .
Denunciati per furto di rame
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