L’assillo per la legalità, la preoccupazione per la recrudescenza del fenomeno criminale, di cui, pur essendo costretto a casa dalle precarie condizioni di salute, aveva percezione , lo avevano portato a telefonarmi negli ultimi giorni. Seppure con voce ormai esile, e senza mai spogliarsi della rara umiltà che lo caratterizzava, ammoniva sulla necessità di agire con più decisione. Non c’era giorno in cui Cosimo non pensasse e non agisse per l’interesse collettivo, e non ha smesso di farlo neanche quando la malattia ha iniziato a colpire più forte. Indimenticabile, poi, l’orgoglio per la storia a cui sentiva di appartenere, una storia impastata di una straordinaria umanità.Nel “gorgo”, Cosimo, ci era stato davvero, e parlandoci si coglieva lo sgomento per le moltitudini oggi prive dei punti di riferimento che non troppo tempo fa la politica aveva saputo offrire. Mai, tuttavia, cedeva il passo alla disperazione, la resa non era contemplabile. Ascoltandolo, si percepiva tutto l’ottimismo della volontà, mai si finiva di parlare con lui senza che ci fosse qualcosa da fare per alleviare sofferenze, affermare diritti. Quanto ci mancherai Cosimo, e quanto ci sarebbe bisogno ancora di uomini come te, con lo sguardo rivolto avanti ma sempre vigile per non lasciare indietro nessuno. Serberemo con cura il tuo ricordo, affinché la tua storia, quella di un instancabile militante e sindacalista comunista, non conosca mai l’oblio.