Quante volte abbiamo detto questa frase ironica riferita ai glutei delle persone. Nasce dal modo con cui le donne in passato, quando ancora non erano in uso le reti, usavano raccogliere le olive una ad una utilizzando il panaro, una particolare cesta di vimini. Stando curve o in ginocchio sul terreno per raccogliere le olive, mettevano in risalto la loro parte posteriore e gli uomini per sfottere facevano riferimento al paniere che avevano accanto da cui c’è panaru ca puerti .
Il metodo della raccolta da terra delle olive è un retaggio che noi salentini ci siamo portati dietro derivante dall’uso finale dell’olio lampante soprattutto a seguito del commercio che se ne faceva con i Paesi del nord Europa che lo utilizzavano per farne saponi e, soprattutto, come olio per lampade da cui lampante. Il lampante è l’olio di oliva di peggiore qualità non adatto per l’alimentazione umana e i metodi di raccolta e lavorazione delle olive in uso fino alla metà del secolo scorso ne facevano raggiungere finanche i 30 gradi di acidità.
Sull’oliva che genera l’olio lampante vi è anche un curioso indovinello in uso tra gli agricoltori.
Stau ierta quantu nu palazzo, casciu nterra e no mi scrafazzu, vau alla chiesa e luce fazzu. Ci sontu?