di Christian Napolitano
Si continua a puntare molto sul turismo, e in parte è comprensibile: negli ultimi anni ha portato più presenze, più attenzione e anche il recupero di molti immobili.
Ma territori come 𝙈𝙚𝙨𝙖𝙜𝙣𝙚 𝙚 𝙇𝙖𝙩𝙞𝙖𝙣𝙤 non potranno mai vivere come la costa.
E forse non dobbiamo neppure provarci.
La parte meno turistica della provincia di Brindisi non ha bisogno di inseguire il modello di Ostuni o Fasano. Ha bisogno di costruire un’altra idea di 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼, più adatta ai propri luoghi e alla propria comunità.
Questo non significa essere contro il turismo, contro i B&B o contro chi investe. Significa capire che, da soli, non bastano. Un territorio non può vivere solo per pochi mesi all’anno, né può trasformare i suoi centri storici in una sequenza di alloggi turistici.
Servono più 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶, più 𝙖𝙜𝙧𝙞𝙘𝙤𝙡𝙩𝙪𝙧𝙖 𝙙𝙞 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙞𝙩𝙖̀, più cura dell’𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 e del 𝙙𝙚𝙘𝙤𝙧𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙘𝙖𝙢𝙥𝙖𝙜𝙣𝙚. Servono servizi, scuole, associazioni, mercati, collegamenti, cultura e spazi pubblici vissuti.
Perché 𝙡𝙖 𝙧𝙚𝙥𝙪𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙪𝙣 𝙡𝙪𝙤𝙜𝙤 non nasce dalla promozione, ma da come quel luogo viene vissuto ogni giorno. Un centro storico pieno di case abitate, negozi, relazioni e vita quotidiana sarà sempre più autentico e più attraente di un paese che vive solo di turismo.
𝙋𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙙𝙞 𝙘𝙝𝙞𝙚𝙙𝙚𝙧𝙘𝙞 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙖𝙩𝙩𝙞𝙧𝙖𝙧𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙖 𝙛𝙪𝙤𝙧𝙞, 𝙙𝙤𝙫𝙧𝙚𝙢𝙢𝙤 𝙘𝙝𝙞𝙚𝙙𝙚𝙧𝙘𝙞 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙛𝙖𝙧𝙚 𝙞𝙣 𝙢𝙤𝙙𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙝𝙞 𝙫𝙞𝙫𝙚 𝙦𝙪𝙞 𝙖𝙗𝙗𝙞𝙖 𝙫𝙤𝙜𝙡𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙧𝙚𝙨𝙩𝙖𝙧𝙘𝙞.