Vincenzo Mingolla, primo ballerino del Lido di Parigi, lo incontriamo a Mesagne a casa dei genitori dove sta trascorrendo un brevissimo periodo di riposo. Appena arrivato dagli Emirati Arabi, la settimana prossima ripartirà per il Sud Africa. Vincenzo ha vissuto circa un anno in Francia ed ha appreso la notizia della “guerra” scoppiata ieri sera dai messaggi dei tanti amici che sapendolo a Parigi volevano sentire la sua voce. “Ho subito acceso il televisore per sapere cosa stava accadendo e ho subito inviato messaggi ai miei colleghi in Francia. In quel momento avevano sospeso lo spettacolo al Lido, avevano chiuso il teatro e messo in sicurezza tutto il personale”. “Parigi è blindatissima. Gli attentati sono avvenuti lontani dalle Champs Elysee dove lavoro io ma nel cuore di Parigi dove c’è la movida parigina soprattutto nel fine settimana. Ieri era venerdì ed i locali erano strapieni di giovani. Quello è il quartiere più vissuto dai parigini”.
Vincenzo a Parigi è stato un assiduo frequentatore di quei posti. “Si, andavo sempre in una pizzeria italiana, la Saint Antoine, vicinissima ai luoghi dove ci sono stati gli attentati”. Un puro caso che tu in questi mesi fossi impegnato fuori dalla Francia. “Si, proprio così. Infatti l’idea di tornare a lavorare a Parigi adesso diventa sempre più lontana. Parigi è molto bella ma solo vivendola capisci che è una città ma difficile. Non riesco a capire come sia stato possibile che i terroristi siano arrivati con le armi nel cuore della città perché è molto controllata, piena di telecamere, di gendarmerie, di polizia”.
Cosa hai provato quando hai visto le immagine trasmesse in tv. “Paura, tanta paura, perché potevo trovarmi anche io li, potevo essere uno dei tanti giovani che ieri sera stavano assistendo al concerto. Io ho frequentato quei posti, quei ristoranti, a Parigi ero sempre in quella zona, i giovani francesi la sera sono sempre lì. Sono sempre in contatto con i miei amici italiani e francesi rimasti a Parigi. Mi dicono che sembra di essere in guerra, Parigi è piena di carri armati e di aerei che sorvolano la città”. Vincenzo è sconvolto, terrorizzato. Aveva chiuso il suo rapporto con il Lido lo scorso agosto con l’opzione di tornare a gennaio 2016. Adesso questa opzione la vede davvero molto remota e molto probabilmente continuerà a lavorare con nuovi progetti che lo occupano non solo come ballerino ma come coreografo e organizzatore di eventi in Medio Oriente.
Vincenzo Mingolla, primo ballerino del Lido di Parigi, è sconvolto
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Imprecisa la nota del Comando della Polizia Locale
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