Ergastolo per Campana, Cantanna e Gagliardi. Questa la sentenza pronunciata al processo di primo grado ieri sera dalla Corte d’Assise di Brindisi, presieduta da Domenico Cucchiara. Francesco Campana, Carlo Gagliardi e Carlo Cantanna, tutti mesagnesi, sono condannati all’ergastolo perché colpevoli di aver assassinato Tonino D’Amico, Nicolai Lippolis, Francesco Marseglia, Antonio Molfetta. I tre delitti che sono stati ricostruiti dai pentiti Penna e Francesco Gravina, appartenenti al clan Vicientino-Pasimeni-Vitale, opposto al gruppo Rogoli-Buccarella, al quale appartenevano invece Francesco Campana e il fratello Sandro. Pubblica accusa Alberto Santacatterina della Dda di Lecce e Valeria Farina Valaori della Procura di Brindisi. Tonino D’Amico, fratello di Massimo, fu ucciso 9 settembre del 2001 da Gagliardi e Campana nei pressi della Diga di Punta Riso a Brindisi, con una scarica di pallettoni. Antonio Molfetta fu trovato morto nelle campagne di Ostuni l’8 ottobre 1998. L’omicidio fu eseguito da Francesco Argentieri e Giovanni Colucci. Il corpo di Nicolai Lippolis fu trovato il 7 ottobre del 2009 in Montenegro. I due killer furono Antonio Epicoco ed Emanuele Guarini. Infine Francesco Marseglia, boss di San Vito, fu ucciso nella notte tra il 22 e il 23 luglio 2001 perché aveva schiaffeggiato Carlo Cantanna in un bar di San Vito. Pasquale Annicchiarico, Cosimo Lodeserto e Raffaele Missere gli avvocati difensori.
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