
Riceviamo e pubblichiamo una lettera sottoscritta da un gruppo di cittadini che vivono ed operano nel territorio pugliese, circoscritto particolarmente alle provincie salentine di Brindisi, Lecce e Taranto.
“Siamo rimasti increduli, sconcertati e fortemente indignati per la sentenza emessa dalla Corte di Assise di Appello di Taranto, in data 23 gennaio 2013, inerente i fatti accaduti in un’azione di contrasto alla criminalità organizzata (traffico di armi, di droga, contrabbando di tabacchi esteri), avvenuta nella notte del 14 giugno del 1995 nelle acque territoriali di Brindisi, che ha visto coinvolte le forze di Polizia brindisine nella loro massima espressione (Questore, Capo della Squadra mobile e Commissario) e che si concludevano con la morte di Vito Ferrarese, scafista della flotta contrabbandiera di Stano Benedetto; quest’ultimo, esponente di vertice della frangia brindisina della Sacra Corona Unita, in quel periodo era latitante nel Montenegro e da qui, grazie agli appoggi forniti dalle autorità locali, organizzava e dirigeva il traffico internazionale di armi, stupefacenti, il contrabbando di sigarette, l’immigrazione clandestina tra i paesi balcani della ex Iugoslavia e la costa brindisina, nonchè si era reso responsabile, unitamente ai suoi affiliati, di omicidi, estorsioni , attentati dinamitardi ed incendiari, usura e riciclaggio.
A distanza di circa 18 anni dall’accaduto il procedimento giudiziario scaturito da tali avvenimenti riconosce come unico responsabile e condanna ad una pena severissima il Dott. Pietro Antonacci, Vice Questore e Capo della Squadra Mobile di Brindisi all’epoca dei fatti. Non intendiamo entrare nel merito del procedimento sin qui seguito, ma vogliamo evidenziare alcuni aspetti della questione, a nostro parere, di estrema importanza per noi cittadini che chiediamo continuamente garanzie sulla nostra sicurezza.
CONTESTO SOCIO AMBIENTALE
Già dai primi anni ’90 nel territorio in oggetto si era insediata, imperversava e dominava una potente organizzazione criminale di stampo mafioso che esercitava una fortissima influenza nell’economia locale e godeva , purtroppo, di consenso tra vasti strati della popolazione.
A testimonianza di quanto sopra è sufficiente richiamare alla memoria il contenuto delle “Relazioni sulla situazione della Criminalità Organizzata in Puglia”, redatte, nel corso delle Legislature X, XI, XII, XIII, dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della Mafia e sulle altre Associazioni Criminali similari.
Con le relazioni della Commissione, presieduta dal senatore Chiaromonte, dall’on. Violante e dall’on. Parenti, era stato evidenziato che, a partire dai primi anni ’90:
–“era stato accertato un complessivo deterioramento della situazione della sicurezza pubblica nell’intera provincia di Brindisi”;
-“ a fronte della flessione dell’economia legale vi era stato un significativo potenziamento dell’economia illegale con la presenza della Sacra Corona Unita in quasi tutte le attività produttive della zona. Nell’ambito provinciale operavano cinque distinti sodalizi criminosi ed erano stati identificati 250 affiliati. Autonomamente, o in accordo con tali sodalizi, operava anche una moltitudine di bande locali (36 già identificate, composta ciascuna da 40/50 elementi) soprattutto nel settore del contrabbando di tabacchi, attività in continua espansione, profondamente radicata nel contesto sociale che lo tollerava e lo giustificava anche perchè costituiva occasione di occupazione e di benefici economici.”
-“le estorsioni e l’usura, gestite o controllate dalla Sacra corona unita, registravano dati costanti: oltre 150 persone denunciate per estorsione e 15 per usura nel 1994, con 70 attentati di probabile natura estorsiva nel 1993, 92 nel 1994 e 19 nei primi mesi del 1995;
– “l’esplosiva situazione dell’ex Jugoslavia e, in particolare, del Montenegro, aveva dato nuova vitalità sia alla Sacra corona unita che alle bande di contrabbandieri: la situazione interna a tali territori, infatti, indebolendo i controlli, aveva favorito ogni forma di illegalità e aperto i mercati degli stupefacenti e delle armi; l’intera regione, inoltre, era divenuta un ideale rifugio per i latitanti della Sacra corona unita che avevano instaurato rapporti con le grandi società produttrici di tabacchi..”
–“il contrabbando di tabacchi non era mai stato giudicato dalla popolazione come un’attività illecita, ma, anzi, era ritenuta al pari di qualsiasi altra occasione di lavoro dalla quale traevano sostentamento oltre cinquemila famiglie, con un giro d’affari di circa 1.000 miliardi di lire, cifra ragguardevole, considerato che il PIL della provincia ammontava a 7.000 miliardi;”
“ anche a causa del «pizzo» loro imposto dalla Sacra corona unita sui proventi illeciti, i contrabbandieri avevano modificato il loro modus operandi e, mentre fino a poco tempo prima raramente avevano usato metodi violenti contro le forze dell’ordine, ora erano diventati più aggressivi giungendo persino allo scontro diretto”;
-“In questo nuovo quadro vanno ricordati alcuni attentati posti in essere ai danni di un sovrintendente della polizia, nonchè le pesanti minacce esercitate nei confronti del capo della locale squadra mobile e di alcuni magistrati della Procura della Repubblica.”
In conseguenza di quanto sopra, ed in relazione al rischio non più teorico ma effettivo a cui erano esposti alcuni esponenti delle forze dell’ordine, proprio il Dott. Antonacci fu costretto ad abbandonare la propria residenza e a non poter avere più contatti persino con i figli ed i familiari più stretti, senza trascurare, però, il proprio lavoro, dedicandosi con maggior impegno e zelo alle indagini ed ai servizi d’istituto per contrastare la virulenza della criminalità organizzata.
Al riguardo, si citano, a titolo di esempio, le cosiddette “Operazioni PUMA”, attraverso le quali, negli anni 1994 e 1995,venivano tratti in arresto, in esecuzione di provvedimenti giudiziari cautelari, oltre 100 pregiudicati, responsabili di appartenenza alla associazione di tipo mafioso denominata Sacra corona unita, dedita al controllo del territorio ed alla gestione di varie attività criminose, quali il contrabbando di tabacchi lavorati esteri in termini monopolistici, traffico di stupefacenti, di armi e di materiale esplodente impiegato per affermare la forza intimidatrice dell’organizzazione, nonchè estorsioni e rapine.
IL DOTT. PIETRO ANTONACCI
La lotta alla criminalità organizzata brindisina ha visto impegnato in primo piano il Primo Dirigente della Polizia di Stato Pietro Antonacci , un fedele servitore dello Stato che, al pari di altri appartenenti alle Forze dell’ordine, alcuni dei quali purtroppo hanno perso la vita, ha messo a repentaglio la propria incolumità personale nonchè quella dei suoi familiari, per combattere violente ed agguerrite organizzazioni criminali che non hanno mai esitato ad uccidere i tutori della legge pur di raggiungere i loro scopi illeciti.
Il Dott. Antonacci , proprio perchè parte attiva e determinante in questa battaglia, ha conseguito in questo periodo la Medaglia d’oro al valor civile, n° 1 Encomio solenne, n° 14 Encomi e n° 14 Lodi, tutti riconoscimenti attribuitigli a seguito dei risultati raggiunti nella lotta alla criminalità organizzata del territorio brindisino.
Il Dott. Antonacci, fin dal tempo dei suoi studi presso l’Accademia di Polizia di Roma, nei vari incarichi che ha ricoperto in ben quaranta anni di servizio, ha sempre operato come servitore dello Stato, mantenedo fede alla sua primaria vocazione.
Nei territori in cui ha espletato servizio e, in special modo in quello che lo ha visto crescere e nel quale, alla fine, è tornato, ha sempre ottenuto stima e consenso unanime tra le popolazioni locali.
Non vorremmo che una sentenza come quella del 23 gennaio 2013- che ci pare sommaria, superficiale e, soprattutto decontestualizzata- possa mai incrinare l’immagine di un onesto ed indefesso “Servitore dello Stato” che, a nostro avviso, è stata, è, e, malgrado tutto, resterà sempre la sua primaria missione di vita.
(segue elenco sottoscrittori)
|
Firme su “Incredulità,sconcerto,indignazione” |
||||
|
COGNOME |
NOME |
D.NASC. |
RESIDENZA |
attività |
|
Campana |
Clara |
21/05/68 |
Mesagne – Br |
impiegata |
|
Cappio |
Angela |
02/11/49 |
Mesagne – Br |
profess. |
|
Castorini |
Matteo |
18/06/43 |
S. Vito N.nni |
farmacista |
|
De Cillis |
Cosima M |
31/05/60 |
Mesagne – Br |
funz.Asl |
|
De Luca |
Tiziano |
28/12/41 |
S.Vito N.nni |
commerc. |
|
De Luca |
Rosa |
15/03/69 |
Mesagne – Br |
impieg. |
|
De Nitto |
Cosimo |
20/11/39 |
Mesagne – Br |
ex prof. |
|
De Nitto |
M.Rita |
06/04/50 |
Mesagne – Br |
insegnante |
|
Devicienti |
M.Anton. |
08/05/63 |
Mesagne – Br |
impiegata |
|
Diviggiano |
Nello |
25/04/44 |
Mesagne – Br |
ex funz.Min.Fin. |
|
Ferruccio |
Carlo |
06/09/51 |
Mesagne – Br |
medico spec. |
|
Guarini |
Bruno |
20/05/36 |
Mesagne – Br |
ex inf.scientif. |
|
Guglielmi |
Angelo |
21/02/49 |
Mesagne – Br |
ex dirig.Ilva |
|
Guglielmi |
Giuseppe |
12/05/90 |
Mesagne – Br |
studente |
|
Mingolla |
Antonio |
04/11/57 |
Mesagne – Br |
imprenditore |
|
Murri |
Angelo |
09/09/37 |
Mesagne – Br |
ex prof. |
|
Pagliara |
M.Rita |
25/650 |
Mesagne – Br |
impiegata |
|
Pagliara |
Antonio |
24/07/56 |
Bergamo |
Psicologo |
|
Pagliara |
Rosa |
28/11/40 |
Mesagne – Br |
pensionata |
|
Passaro |
Damiano |
24/10/44 |
Mesagne – Br |
medico spec. |
|
Passaro |
Liliana |
06/01/78 |
Roma |
avvocato |
|
Poci |
Franco |
19/05/36 |
Mesagne – Br |
ex insegn. |
|
Salvati |
Michele |
01/01/43 |
Mesagne – Br |
imprenditore |
|
Santoro |
Laura |
19/07/73 |
Parma |
avvocato |
|
Santoro |
Silvia |
06/01/78 |
Parma |
medico spec. |
|
Saponaro |
Vittoria |
01/01/45 |
Mesagne – Br |
pensionata |
|
Saponaro |
Ada |
12/12/47 |
Mesagne – Br |
imprenditr. |
|
Scalera |
Lucia |
01/09/55 |
Mesagne – Br |
impiegata |
|
Scoditti |
Franco |
20/09/48 |
Mesagne – Br |
Sindaco |
|
Sconosciuto |
Gianluigi |
18/04/75 |
Mesagne – Br |
ingegnere |
|
Sconosciuto |
A.Maria |
05/0/948 |
Mesagne – Br |
ex prof. |
|
Sconosciuto |
Gino |
21/01/43 |
Mesagne – Br |
ex dir.bancario |
|
Sconosciuto |
Mario |
07/10/61 |
Mesagne – Br |
avv.ex sindaco |
|
Sconosciuto |
Francesca |
19/04/77 |
Roma |
team manager |
|
Teresi |
Amalia |
22/02/54 |
Mesagne – Br |
profess. |
|
Todisco |
Carmine |
18/09/35 |
Mesagne – Br |
ex imprenditore |
|
Valentini |
Lorenzo |
17/06/67 |
Mesagne – Br |
imprenditore |
|
Valentini |
Sandro |
25/06/92 |
Mesagne – Br |
collab.impresa |
|
nb. Elenco con firme in ns archivio) |
||||
Nella foto Pietro Antonacci.
mi unisco anch’io
Caforio Vincenzo – docente