
La morte del presidente Uccio Parabita è un lutto che lascia il segno non solo al Sindacato, ma anche ai pensionati e alle persone non autosufficienti.
Scrivere parole che esprimono dolore e lutto, in questi giorni, mi fa venire un groppo alla gola e non voglio nemmeno immaginare come si sentiranno la moglie Maria e i figli quando faranno lettura di queste frasi, perché la scomparsa, domenica mattina, del nostro Caro Segretario e Presidente provinciale Uccio Parabita, un militante eccellente e uno degli emblemi della Uil pensionati di Brindisi, ha colpito tutti noi. La certezza è che il mio compito è gravoso nel dover raccogliere in poche righe il pensiero di tutti quelli che gli furono vicini.
Il funerale, in forma molto privata, è stato lunedì pomeriggio nella piccola cappella della casa di riposo di Sant’Antonio da Padova di Mesagne alla presenza delle massime cariche della Uil, della Uilp e di tutte le rappresentanze sindacali provinciali e territoriali che hanno voluto salutarlo per l’ultima volta in un raccolto e commesso silenzio. La sensazione è stata del rispetto per il compagno sindacalista. Per la Uil pensionati è stato un grave lutto per la perdita del presidente perché è venuto a mancare in un momento di cambiamento un modello di rappresentanza e di riferimento sociale. Uccio Parabita ha lavorato come operaio e sin giovanissimo ha dimostrato una forte passione per la politica e il sindacato dimostrando impegno e conservando una forte coerenza e fede sino alla fine.
L’assenza lascia, di sicuro, un vuoto difficilmente colmabile e noi della Uil pensionati di Brindisi diciamo di essere orgogliosi di aver avuto un Presidente come Te e in questo momento di dolore rimane vivo in noi il ricordo che Tu sei stato un sindacalista unico e che ha dato tantissimo ai pensionati, alle persone non autosufficienti in difesa dei diritti e della dignità della persona. Noi sappiamo che la grandezza di un uomo è fatta anche di piccole battaglie che lo accompagnano nella vita e che, a piccoli passi, le permettono di ottenere risultati lodevoli, dimostrando nel percorso prova di grande responsabilità, coraggio e coerenza in ottemperanza di una crescita quantitativa e qualitativa.
Importanti sono stati gli obiettivi intrapresi e le sfide difficili e appassionanti in difesa del cittadino pensionato e a tutela degli ammalati, dei poveri e delle persone non autosufficienti, che hanno dato migliorie nei piani di zona, nella sanità e nell’abolizione delle barriere architettoniche.
Lottando per il raggiungimento di questi obiettivi, purtroppo, Uccio è stato costretto a trascurare le persone più care, la famiglia, la moglie Maria e i figli e per questo Noi del sindacato ne chiediamo umilmente perdono. Per tale motivo, caro compagno Uccio, lasci un vuoto incolmabile nei cuori di tutti noi.
Per me, invece, sei stato un amico e un fratello ma soprattutto, un uomo di valore che ha dato Amore al Sindacato e non ha mai perso la fede nel difendere i pensionati poveri e gli Ammalati tutelandoLi nel rispetto di essere Cittadini Liberi e Ricchi di valori. Per tale motivo, caro compagno Uccio, lasci un vuoto incolmabile e ti piangiamo come uno stimato sindacalista con cui abbiamo collaborato per anni ed una persona cara che lascia il segno, anche se non c’è più.
A Te, caro Uccio, e alla tua famiglia diamo un caloroso abbraccio; e il nostro ultimo saluto vuole fare richiamo alla grande umanità e disponibilità che era in Te, nei rapporti con le pensionate e le persone fragili e non autosufficienti.
Tindaro Giunta, segretario provinciale Uilp