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Questa mattina, alle ore 9, a Seriate, una cittadina di 25 mila abitanti in provincia di Bergamo, presso il Teatro Aurora in via del Fabbro 5, si terrà un incontro per promuovere una cittadinanza attiva, finalizzata alla divulgazione dei saperi della legalità agli studenti di Seriate e della provincia di Bergamo. L’iniziativa è promossa da Libera. Dopo i saluti istituzionali, porterà la sua testimonianza di Marisa Fiorani, madre di Marcella Di Levrano (nella foto). Interverrà don Luigi Ciotti. L’incontro sarà moderato da Andrea Crippa, presidente della Rete di Scuole S.O.S.
Alle ore 12,30 corteo al bene confiscato, intitolazione dello stesso a Marcella e consegna delle chiavi al presidente della Consulta Studentesca. L’appartamento di via Marconi 49/B, un tempo sede per il contrabbando e ora centro per la legalità, sarà intitolato alla mesagnese Marcella Di Levrano, uccisa dalla mafia. L’appartamento sarà consegnato all’associazione “Centro di Promozione della legalità Bergamo (CPL) e Rete S.O.S”, per diventare la nuova sede del CPL. Il progetto, selezionato e finanziato dalla Regione Lombardia e dall’Ufficio scolastico provinciale, prevede che la casa confiscata diventi un Centro per la promozione della legalità gestito dalla Consulta provinciale studentesca, dalle scuole e associazioni in rete, guidata dal capofila Istituto Giulio Natta e composta da 60 scuole e 20 enti istituzionali, tra pubblici e privati. Marcella fu uccisa a colpi di pietra. Il 5 aprile del 1990 il suo corpo venne ritrovato con il volto sfigurato nel boschetto in contrada Lucci, nelle campagne tra Mesagne e Brindisi. Finita nel giro della droga, Marcella voleva uscirne per proteggere la sua bambina ma nessuno ha mai saputo chi l’ha uccisa brutalmente. I malavitosi non hanno mai fornito i dettagli per incastrare l’assassino, ma solo un racconto quasi “sottovoce”.
Intitolato a Marcella Di Levrano un bene confiscato alla mafia
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