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Giancarlo Salati
Delitto Salati, alias menzarecchia: la Cassazione ha depositato le motivazioni. A Massimo Pasimeni (nella foto) alias “piccolo dente”, ha confermato il carcere a vita (e sarebbe la terza condanna dopo i delitti Truppi e Goffredo). Al collaboratore di giustizia Ercole Penna, ritenuto persona affidabile, altri 9 anni di carcere. Giancarlo Salati, 62 anni, sarebbe stato ucciso per aver avuto una relazione con una minorenne. L’omicidio, causato da violenti colpi di bastone, avvenne nel primo pomeriggio del 16 giugno 2009, nell’abitazione di Salati, in via Mauro Capodieci, poco distante dall’abitazione di Pasimeni, nel centro storico. Pasimeni, ritenuto il mandante assieme ad Ercole Penna, avrebbe agito per vendetta. L’avv. Marcello Falcone, difensore di Pasimeni, aveva presentato ricorso dopo la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Lecce. Il legale mesagnese ha sempre sostenuto l’innocenza del suo assistito in contrapposizione con l’’accusa del Pm della Dda di Lecce nell’inchiesta chiamata Revenge. La spedizione che doveva uccidere Salati è stata spiegata nei dettagli da Francesco Gravina, alias il Gabibbo, e Cosimo Giovanni Guarini, detto Maradona, entrambi imputati nel processo col il rito abbreviato che pende in Appello per la rideterminazione della pena dopo il rinvio della Cassazione. Gravina fu il basista, Guarini l’esecutore del delitto assieme a Stano, nel frattempo deceduto.