
LATIANO Cristo al settimo giorno si riposò. I due rapinatori arrestati ieri mattina a Latiano subito dopo aver rapinato l’ufficio postale, in 40 giorni erano arrivati alla sesta rapina. Chissà se alla settima si sarebbero riposati? Lo faranno in carcere dove sono finiti su disposizione del pubblico ministero di turno Antonio Costantini, per rapina aggravata in concorso. Per Gianfranco Ugolini, classe 1975, ed il fratello Ugo, classe 1987, entrambi di Brindisi, residenti in piazza Raffaello, al quartiere S. Elia, la corsa è finita.
Alla sesta rapina si sono dovuti fermare perché ieri mattina all’ufficio postale di Latiano c’erano ad attenderli i poliziotti del commissariato di Mesagne che avevano predisposto la trappola in collaborazione con gli agenti della Squadra Mobile di Brindisi.
In 40 giorni avevano terrorizzato il territorio. Era stata denominata la banda del taglierino o degli uffici postali. Un incubo per la dott.ssa Sabrina Manzone, vice questore aggiunto e per il collega della mobile brindisina, il vice questore Alberto Somma.
{gallery}arrestirapina{/gallery}
I due dirigenti avevano studiato nei particolari le precedenti rapine: sapevano bene orario, auto utilizzata, vestiti indossati e tecnica usata. E la preferenza di rapinare gli uffici postali. Con qualche eccezione: il supermercato Famila a Brindisi. Un altro particolare che non era sfuggito alla polizia: i due rapinatori erano di altezza notevolmente diversa: uno alto e uno basso. Gianfranco, infatti, è alto 190 centimetri.
L’ufficio postale di Latiano mancava ai due rapinatori. La polizia lo sapeva bene ed aveva predisposto una pattuglia antirapina che senza farsi notare ieri mattina circolava nei dintorni di via Cesare Battisti. Puntuale l’arrivo dei rapinatori e puntuale la risposta dello Stato.
I fratelli Ugolini hanno preso servizio con disarmante diligenza, alle ore 9.00, quasi dovessero timbrare il cartellino. La solita auto, la Golf di colore grigio, con targa posticcia di Rimini, intestata al padre dei due malviventi. La stessa auto che un testimone aveva visto sfrecciare al rione Commenda il 29 marzo, quando “la banda del taglierino” rapinò quell’ufficio postale. In quell’occasione un passante-testimone non riuscì a prendere il numero di targa ma riferì agli agenti che i due rapinatori si erano dileguati a bordo di una Golf grigia.
Appena giunta a Latiano, la Golf ha fatto due giri di perlustrazione dinanzi all’ingresso dell’ufficio postale quasi per rassicurarsi che non ci fossero presenze indesiderate. I due rapinatori non si sono accorti della presenza della polizia che girava nei vicinanze e hanno parcheggiato in una via traversa. Poi sono scesi tranquilli, stessa tecnica e stesso abbigliamento: felpa azzurra e cappuccio nero che hanno alzato sul volto prima di entrare in azione. Ugo indossava il solito giubbotto nero.
Appena dentro l’ufficio, la solita frase “è una rapina restate tranquilli e non vi accadrà nulla di male”. Uno dei due fratelli è saltato dietro al bancone e armato di un taglierino si è fatto consegnare i soldi che c’erano nei cassetti: 3500 euro in monete di diverso taglio. Un’azione fulminea durata pochi secondi con i clienti fermi ed impietriti per la paura, come riferirà in commissariato la direttrice dell’ufficio postale Matilde Buongiorno. Solo una ragazza ha cercato di muoversi ed è stata pesantemente minacciata con il taglierino dal rapinatore che era rimasto nella sala di attesa. Ieri stesso la coraggiosa ragazza ha deciso di denunciare presso il commissariato i due rapinatori.
Quando sono usciti la sorpresa. La polizia ha intimato l’alt ed ha sparato in aria un colpo di pistola a scopo intimidatorio. All’operazione ha partecipato anche un agente di polizia fuori servizio. I fratelli Ugolini si sono subito arresi e si sono lasciati ammanettare senza opporre resistenza.
Nell’auto gli agenti hanno trovato un borsone che conteneva il cambio vestiti, uno scatolo di guanti in lattice utilizzato nelle sale operatorie. In commissariato Gianfranco è stato ascoltato a lungo alla presenza del suo legale, l’avv. Luciana Todisco, e ha confessato le rapine compiute a Brindisi e S. Vito.
I precedenti. I fratelli Ugolini avevano iniziato l’attività di rapinatori lo scorso 1 marzo quando rapinarono l’ufficio postale di viale Porta Pia di Brindisi. Una settimana dopo sempre a Brindisi passarono nell’ufficio postale di via Duca Degli Abruzzi. Due identici colpi compiuti da una coppia di rapinatori, uno basso e l’altro alto. Il 29 marzo terza impresa alle Poste di viale Commenda. Il 4 aprile i due malfattori vanno in trasferta, all’ufficio postale numero 2 di San Vito Dei Normanni, su via Brindisi. I fotogrammi delle telecamere mostrano sempre gli stessi individui. Quattro episodi tutti uguali. la polizia era certa della responsabilità dei due fratelli Ugolini ma per incastrarli mancavano le prove. Che sono arrivate ieri mattina.