Sono incomprensibili, paradossali e al limite dell’ipocrisia sono le lagnanze del parlamentare mesagnese Toni Matarrelli che ha sempre sostenuto un piano di riordino osteggiato da tutti fin dalla sua presentazione. Ingiustificabili le lagnanze di chi, insieme al sindaco Molfetta si è fatto fotografare con atteggiamento trionfante in occasione della firma del protocollo d’intesa con Asl e Regione che, di fatto ha “condannato” il nostro ospedale in Pta (presidio territoriali di assistenza) di bassissimo livello. Una firma irresponsabile, “in bianco” dei nostri rappresentanti politici che non hanno richiesto alcuna garanzia, non solo per Mesagne, ma per l’intero sistema sanitario brindisino. Come si fa a favorire l’assistenza domiciliare (certamente importante) se prima non si garantiscono i livelli minimi di assistenza, partendo dall’assicurare, in primis, adeguati ed essenziali, posti letto per la cura agli acuti e poi successivamente predisporre, ad esempio, le cosiddette “dimissioni protette” che possono prevedere anche l’ospedalizzazione domiciliare ed assistenza integrata (specie per pazienti in età geriatrica). Siamo indignati perché in provincia di Brindisi non si riescono a garantire nemmeno in tempi decenti gli interventi urgenti al pronto soccorso. Ora intervengono le solite imbarazzanti esternazioni, un maldestro tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità e si dicono preoccupati per le sorti della comunità. (Nella foto il simbolo del fallimento delle politiche sanitarie locali con l’on. Matarelli, il consigliere regionale Vizzino, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Semeraro, il sindaco Molfetta e il direttore Generale dell’ Asl Brindisina Pasqualone).
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