
Stanchissimi, ma soddisfatti e fieri di aver contribuito alla buona riuscita della partita di calcio Roma-Lazio, finale di Coppa Italia, il derby che per mesi ha tenuto con il fiato sospeso le autorità sportive e politiche di Roma.
I 15 steward della Best Union di Puglia con la pettorina gialla durante la partita sono stati a bordo campo all’Olimpico, scelti tra 600 stewart messi a disposizione dalla Best Unione spa di Bologna, pronti ad intervenire ad ogni movimento strano. Una squadra molto affiatata ed affidabile, ormai esperta di questo particolare e delicato lavoro, coordinata da Stefano Blasi, referente per la Puglia della Best Union spa, schierata per evitare lo scavalcamento dei tifosi dalle tribune. Sono stati definiti “i cani sciolti” per l’arduo e rischioso compito che gli era stato affidato.
Durante la partita ci sono stati numerosi tentativi di scavalcamento. Forse non per contestazione, ma come prova di un possibile scavalcamento a fine partita. Poi, per fortuna, al triplice fischio finale del direttore di gara, i tifosi laziali hanno preferito restare sulle gradinate e godersi una festa tranquilla. In campo, per festeggiare con la squadra, sono stati fatti entrare solo i capi ultras.
Non è stata come si temeva una partita ad alto rischio; forse perché ha vinto la Lazio e perché i tifosi romanisti hanno preferito contestare la squadra fuori dallo stadio e al Centro sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria all’arrivo del pullman dei giocatori. Prima della partita sono stati registrati alcuni piccoli tafferugli all’esterno dello stadio. La sera, dopo la partita, la polizia ha effettuato nove arresti.
La squadra della Best Union di Puglia, che aveva iniziato il servizio alle ore 10.30, ha tolto la pettorina gialla alle ore 23.00 e, dopo la cerimonia di premiazione, è ripartita per Mesagne.
I 15 steward hanno portato a casa le lacrime di Totti e la contestazione del centravanti Osvaldo della Roma contro il suo allenatore Andreazzoli, responsabile di averlo tenuto in panchina per gran parte della partita.
Tutto sommato è stata una bella esperienza da aggiungere alle molte già maturate, una esperienza per alcuni versi gratificante perché tra 600 stuward presenti sono stati scelti per controllare i posti più a rischio, sono stati a disposizione del Gos, l’organizzazione della sicurezza che comanda negli stadi presieduto da Masucci, presidente dell’Osservatorio Nazionale, al fianco di dirigenti della Digos e dei delegati alla sicurezza provenienti dagli stadi di Bologna, Napoli, Torino, Palermo e Milano.