
Abusò di un minore albanese di 14 anni nei locali della associazione che aveva fondato, il Citim, che aveva la sede in locali pagati dal Comune. Il fatti risalgono al 2002. Emanuele Polito (nella foto), oggi 63 anni, docente di religione presso l’istituto alberghiero di Brindisi, è stato condannato per violenza sessuale in via definitiva dalla Cassazione a 5 anni di reclusione ed è stato arrestato di nuovo per scontare il residuo di pena di 3 anni e mezzo. All’epoca fu raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare e restò ai domiciliari per circa 18 mesi. Polito nel Citim si occupava delle pratiche per la regolarizzazione degli stranieri, in particolare degli albanesi.
L’indagine scattò a seguito di una confidenza che il ragazzo fece ad una operatrice sociale che non perse tempo e denunciò tutto al Commissariato di Polizia di Mesagne. Con cautela e riservatezza iniziarono i primi interrogatori con i ragazzi residenti al Citim, furono fatte decine di intercettazioni e la polizia di Mesagne giunse alla conclusione che i ragazzi che avevano subito le attenzioni particolari del Polito sarebbero stati una decina, tutti minori.
Polito all’epoca si recava spesso in Albania dove aveva numerosi contatti con le Istituzioni di quel Paese. In Italia, in particolare in Puglia e a Brindisi, era ben visto per l’opera di volontariato che svolgeva e godeva di molti appoggi sia da parte delle Istituzioni pubbliche che da parte della Chiesa, ignari di quanto facesse nel chiuso del suo studio al Citim il docente che approfittava del suo ruolo di presidente per molestare i ragazzini. Poi il coraggio di una operatrice sociale che pose fine a quella triste e squallida vicenda.