
I pm della Dda di Lecce, Alberto Santacatterina e Valeria Farina Valaori, ieri a Lecce dove si celebra il processo hanno chiesto 30 anni di carcere per Vito Stano e per Francesco Gravina, e 10 anni per il pentito Cosimo Giovanni Guarini, tutti mesagnesi, imputati per l’efferato omicidio di Giancarlo Salati, 62 anni, ucciso a bastonate il pomeriggio del 16 giugno 2009 nella sua abitazione in via Mauro Capodieci, nel centro storico.
Salati, soprannominato “Menzarecchia”, fu ucciso con un bastone in ferro. Morì il giorno dopo in ospedale a Brindisi. Guarini e Stano sono ritenuti gli esecutori materiali del delitto. Tra gli imputati anche il collaboratore di giustizia, Ercole Penna, e Massimo Pasimeni, presunto mandante assieme a Gravina. Ieri dinanzi al gup di Lecce, Cinzia Vergine, l’arringa del difensore di Stano, Raffaele Missere.
La sentenza è prevista per il 23 luglio prossimo. I dettagli del delitto furono confessati alla fine del 2010 quando Ercole Penna, soprannominato Lino lu Biondu, decise di passare dall’altra parte e diventare collaboratore della giustizia. Al capo della Dda Cataldo Motta raccontò che Salati sarebbe stato punito in quanto malvisto da Pasimeni per questioni personali, ma anche per una presunta relazione che avrebbe intrattenuto con una minorenne. Dettagli poi confermati anche da Guarini, l’ultimo dei pentiti, che fu coinvolto nella spedizione punitiva con ruolo di esecutore materiale. Nella foto Giancarlo Salati, la vittima.