
Il blindato dell’Ivri per il prelievo dei soldi al Cup questa volta è arrivato in…ritardo
Buio cupo, fosco, tenebroso. Nessuna idea su chi possa essere stato l’autore della rapina effettuata l’altro ieri pomeriggio ai danni dell’Asl. Un volto, al momento, sconosciuto. Nessuno sa, nessuno ha visto. E così l’incasso di un mese di pagamenti di ticket, una somma pari a 60 mila euro, si sarebbe volatilizzata nel nulla. Incredibile.
Gli investigatori del commissariato di polizia di Mesagne indagano, interrogano, si informano. Mille ipotesi ma pochissimi elementi per aprirsi una pista.
Alessandro, l’impiegato che lunedì pomeriggio, alle ore 18.00, ha sentito sulla schiena la canna di una pistola, ieri non si è presentato a lavoro. Ha preferito prendere un giorno di ferie e restarsene a casa per superare lo shock, la paura. E’ rimasto ad Erchie per tentare di dimenticare quella brutta avventura. Alessandro, subito dopo la rapina, è stato soccorso da due infermieri e da una donna addetta alle pulizie. Si è sentito male, al limite dello svenimento ed è stato subito portato presso il vicino Pronto Soccorso dell’ospedale San Camillo de Lellis dove è rimasto sotto osservazione.
“Aveva appena finito di preparare la distinta ed aveva chiuso i soldi in una busta – dice il ragioniere Luigi Malvaso, responsabile dell’ufficio Provveditorato ed Economato del distretto sanitario -. Una somma consistente, 60 mila euro, l’incasso di un mese. La società che aveva il compito di ritirare la somma per portarla in banca era arretrata. I motivi non li conosco”.
L’impiegato rapinato ha notato solo che il rapinatore aveva gli occhi coperti da occhiali di sole e che aveva un cappellino in testa. Stava per uscire dalla stanza dove ci sono quattro sportelli per il pubblico per portare il bustone con i soldi e la distinta nella stanza accanto dove c’è una cassaforte. Non ha fatto in tempo perché è stato ricacciato dentro la stanza mentre il rapinatore chiudeva alle spalle la porta.
Il ragioniere Malvaso è stato tra i primi ad essere avvertito dell’accaduto ed ha subito telefonato al Direttore del Distretto, il dott. Michele Morgillo, che si è immediatamente precipitato a Mesagne per rendersi conto personalmente dell’accaduto. In serata è stato interrogato dagli inquirenti della Polizia di Stato ai quali ha confermato quanto aveva appreso dall’impiegato. Ha anche spiegato perché non era stato prelevato l’incasso che, generalmente, viene ritirato ogni inizio di settimana. “Inizialmente pensavo che fossero stati rapinati i soldi dell’incasso pomeridiano che è solo di qualche centinaio di euro. Solo successivamente, una volta sul posto, ho saputo che si trattava di ben altro e cioè dell’incasso di un mese”.
Ieri mattina la gente è tornata tranquillamente a gremire la sala di attesa del Centro di prenotazioni. Tutti sapevano della rapina. “Non è possibile che in un posto come questo non sia stata istallata una telecamera – diceva ieri mattina la gente mentre aspettava che sul display scattasse il suo numero -. E’ una ingenuità imperdonabile, così come non è possibile che non ci sia una guardia giurata armata dell’agenzia di sicurezza convenzionata con l’ospedale”. In verità la guardia c’era, solo che era in servizio nei pressi dell’ingresso dell’ospedale per controllare parenti e visitatori”.
Sono le 11.30, c’è un continuo via vai di persone che si recano al distretto per una visita di controllo o per una prenotazione. Proprio in quel momento arriva il furgone blindato di una agenzia di sicurezza che provvede al prelievo dei soldi da portare in banca. Questa volta è arrivato cin ritardo: l’incasso è stato prelevato in largo anticipo l’altro ieri pomeriggio, poco dopo le ore 18,00, da un giovane sulla trentina con occhiali da sole e berrettino.