Sei anni e otto mesi di reclusione: questa la condanna emessa dal gup del Tribunale di Perugia nei confronti dell’ispettore Inail di Brindisi accusato di violenza sessuale nei confronti di una bimba di appena sette anni oltre a detenzione di materiale pedopornografico. La madre della bambina, riconosciuta parzialmente incapace di intendere e volere, è stata condannata a due anni e dieci mesi. L’imputato brindisino, dopo aver trascorso diversi mesi in carcere, è detenuto ai domiciliari. Anche davanti al giudice si è professato innocente. I due avevano scambiato materiale (foto e video) dal contenuto sessuale e con protagonista la figlia piccola dell’imputata. L’imputata, che dopo l’arresto scattato lo scorso maggio, nei mesi scorsi è uscita dal carcere e posta ai domiciliari, avrebbe scambiato con l’uomo, conosciuto attraverso una chat, il materiale (foto e video) dal contenuto sessuale e utilizzando la piccina, figlia della donna. La mamma a sua volta sarebbe stata vittima di un uomo che, approfittando della debolezza e della parziale capacità di intendere della madre (come documentato da una perizia psichiatrica) avrebbe richiesto e “diretto la realizzazione” di foto e video ai fini sessuali realizzati dalla donna stessa, coinvolgendole entrambe, si legge nelle carte, “in video chiamate a sfondo sessuale”.
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