E’ tempo di bilanci. Di resoconti. Anche se, sarebbe meglio rinviare. Per leggere bene quella che è stata la MesagnEstate 2019, bisognerebbe resettare. Diversamente si rischia di dire (e scrivere) inesattezze. Ma tant’é. Il primo a scrivere che “L’Estate sta finendo…” di Figheriana memoria, è stato l’ex sindaco Molfetta. Subito gli hanno risposto il sindaco Matarrelli ed il Direttore artistico Piro.
Complessivamente positivo il giudizio di Pompeo Molfetta che non ha perso tempo per attribuire al suo governo la buona riuscita dell’estate 2019. Ma ha anche fatto notare che lui spese 50mila euro in meno. I conti ancora non sono stati fatti: bisognerà vedere a quanto ammonta (realmente) la spesa complessiva dei tanti spettacoli, molto popolari, che hanno acceso le notti dell’estate appena passata.
Per Molfetta il turismo può diventare un vettore importante di sviluppo oltre che di crescita culturale per la nostra comunità. Sarà? Lo slogan coniato dal Direttore artistico é stato: ogni sera un intrattenimento. “La straordinaria presenza di turisti e visitatori, che dalle prime stime si attestano sui 250 mila, la si deve soprattutto ai mesagnesi che sono stati un vero e proprio modello pubblicitario della città”, ha detto.
Al di là delle (pazze) cifre Piro e il sindaco Matarrelli, sono chiamati a stilare per il prossimo anno un progetto chiaro che comprenda anche, una volta per sempre, anche i tre giorni di Festa Patronale.

Ma è sufficiente garantire ogni sera uno spettacolo? O bisogna guardare anche il decoro e tranquillità dei luoghi e la lotta all’abuso degli spazi pubblici. Piazze completamente occupate, strade impercorribili. Molfetta parla di “visione complessiva”. E ha ragione.
E allora bisogna evitare di fare figuracce quale è stata il tentativo di vietare l’ingresso nel centro storico. Un bluff. Assieme agli apprezzamenti, non sono mancate le critiche e le lamentele che devono far riflettere ed evitare di bearsi guardandosi allo specchio. Per far questo è indispensabile la volontà e la capacità politica per disinnescare un modello di sviluppo del centro storico distorto e dissennato che non può essere incentrato solo sul turismo gastronomico che, da solo, non apporta qualità alla comunità mesagnese in quanto spesso ha di conseguenza atti e comportamenti di inciviltà. Bisogna guardare in prospettiva un nuovo e più equilibrato sviluppo del centro storico con un compatibile e sostenibile modello di sviluppo urbano. Il progetto di cui parlava Molfetta (ma non solo) passa attraverso la costituzione di una task force che funga da cabina di indirizzo, di regia e di controllo. Un tavolo operativo, diretto da una figura di consolidato impegno e provata competenza anche nel contrasto alle bande di ragazzi che anche ultimamente hanno provocato gravi atti di teppismo. Primo fondamentale compito, ancor prima di pensare ad incrementare i flussi turistici, è la salvaguardia del centro storico. Bisognerà definire precisi obiettivi da conseguire, individuare le azioni e le modalità attuative da intraprendere al fine di promuovere progetti ed interventi organici di conservazione, tutela e valorizzazione, coordinati e condivisi dai diversi attori operanti nel territorio. Prima che sia troppo tardi. Perché il centro storico non è dei commercianti, dei ristoratori, dei proprietari dei numerosissimi B&B sorti come funghi, ma anche dei residenti, dei turisti, di chi vuole poter passeggiare tranquillamente. Della città.
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Tutelate prima chi ci abita nel centro storico.. Ormai nel centro storico riposare (di notte e non di giorno e) é diventato impossibile. avete fatto diventare i ristoratori e chi ha i locali i proprietari del centro storico.. Vi assicuriamo che dall anno prossimo cambierà tutto. Così non si può.. Perché se non lo sapete anche chi abita nel centro storico lavora. Buonaserata