Le risorse ci sono per cui non è più tempo di procrastinare la stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili che da 25 anni vivono una condizione di precarietà lavorativa pur garantendo le attività fondamentali degli Enti pubblici. (Amministrazioni Comunali, Amministrazione Provinciale, Autorità Portuale).
Tali lavoratori, in tutti questi anni, hanno vissuto con l’assegno sociale di circa 500,00 euro, senza diritti contrattuali con effetti gravissimi sul sostentamento economico-famigliare e, ora tutti gli Enti Utilizzatori devono garantire la pari dignità   dei  lavoratori. Le lotte sindacali di CGIL – CISL e UIL, sono state tante e costanti in tutti questi anni, determinando la contrattualizzazione della maggioranza dei LSU, e per quelli rimasti in tale condizione, non intendiamo demordere sino al raggiungimento della stabilizzazione di tutti i lavoratori. Sono circa 80 lavoratori e loro famiglie alla quale occorre ridare immediatamente dignità e speranza lavorativa in considerazione degli incentivi Regionali e in ragione delle ultime misure date al comma 495 dell’art. 1 della Legge del 27/12/2019, n.160, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica, ha emesso in data 30/01/2020, una nota contenente le indicazioni operative in merito alle procedure di stabilizzazione.
La Cgil chiede la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili
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Le siringhe di via Ticino sono ancora lì
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