“Ti aspettiamo, siamo con voi; non mollate, vi vogliamo bene”, scrivono i bambini. Una ricchezza concettuale di di amore e di responsabilità condivisa che gli adulti dovrebbero farne tesoro. In Italia i contagi calano; scende il numero di ricoverati sotto il 2 per cento, ma i morti no. Questa è la descrizione del nostro Paese, che ha 13 milioni di anziani, di cui il 95 per cento della popolazione dei morti per il CoVID -19, ha più di 60 anni. La fotografia evidenzia che gli anziani, colpiti dal coronavirus, sono quella fascia che ha più bisogni di tutele ed è più esposta al contagio. Lo Stato e tutte le Istituzioni, ormai che è finita la prima fase di Lockdown, si preoccupano di proteggere più l’economia, invece di dare speranze di vita agli anziani e sostegno anche ai familiari che non possono rivolgere, nemmeno, il saluto d’addio al proprio caro. Oggi abbiamo il CoVID – 19, ma nessun politico esprime supporto, sostegno e sensibilità né per accompagnare la persona cara, colpita dalla pandemia, né per onorare i propri defunti, visto la chiusura dei cimiteri.
Questa è una forma di violenza che colpisce il “morire e il morire solo”, mentre si vede allontanare il furgone che trasporta la bara del parente o dell’amico. Eppure si chiede per l’avvio della fase 2, il ritorno verso la normalità. Nessuno, però, fa un semplice cenno al richiamo per poter partecipare ai funerali o all’apertura del cimitero per deporre un semplice fiore sulla tomba di chi è scomparso. Serve un cambio di cultura che sia più incisivo verso il diritto d’accesso al cimitero, forse segmentato per lettere nell’arco di quattro o cinque giorni, ma è giusto il diritto di gioia e di speranza verso chi è stato colpito dalla terribile bestia di “avere la possibilità a visitare i propri cari”.
Questo è onesto farlo, perché deporre un fiore è forma sostanziale di un amore eterno. Il volere non è espressione di stupore ma diritto a dare un saluto e gioia di speranza verso chi si ama. Il sindacato non chiede verso il proprio caro/cara, assembramenti di folle pigiate o di chiese colme, ma solo funerali celebrati con ragionevolezza e con cautela, magari soltanto con la presenza dei figli, dei coniugi, dei parenti più stretti, tutti muniti di mascherina. Questo è un segno di solidarietà verso chi ci ha donato la vita, mentre da parte nostra verso chi noi abbiamo sacrificato il nostro amore e tutta la nostra esistenza. La crisi odierna fa riscontrare al nostro Paese debolezze e contraddizioni che non hanno dato, fino ad oggi,
Questo è onesto farlo, perché deporre un fiore è forma sostanziale di un amore eterno. Il volere non è espressione di stupore ma diritto a dare un saluto e gioia di speranza verso chi si ama. Il sindacato non chiede verso il proprio caro/cara, assembramenti di folle pigiate o di chiese colme, ma solo funerali celebrati con ragionevolezza e con cautela, magari soltanto con la presenza dei figli, dei coniugi, dei parenti più stretti, tutti muniti di mascherina. Questo è un segno di solidarietà verso chi ci ha donato la vita, mentre da parte nostra verso chi noi abbiamo sacrificato il nostro amore e tutta la nostra esistenza. La crisi odierna fa riscontrare al nostro Paese debolezze e contraddizioni che non hanno dato, fino ad oggi,
una risposta adeguata al virus sia nell’emergenza sanitaria sia in quella sociale in riscontro di città vuote, di aziende serrate e di cittadini anziani, adult e bambini chiusi in casa. La speranza è che il tutto non si scarichi sugli anziani fragili. Sulle case di riposo è un bollettino di contagi e di morte che conferma la “morte del re” e la caduta dei valori verso chi ha costruito il Paese Italia e ha trasmesso ai suoi figli “crescita culturale, economica e finanziaria di alto prestigio”. Una situazione vergognosa e disumana che ha causato (e spero non più) la Morte di chi non si è potuto difendere. Ha fatto bene la magistratura a difendere il diritto alla salute, ad avviare le indagini e ad aprire i fascicoli in tutte le strutture. Vi sono fascicoli chiusi “senza ipotesi di reato”, “con ipotesi di reato” e “quelli considerati di epidemia colposa”. Dalla stampa il sindacato riceve notizie sempre più drammatiche; occorre fare chiarezza sulle “morti nascoste” nelle RSA (Residenze sanitarie assistenziali) e nelle RSSA (Residenze socio-sanitarie assistenziali) considerate, ormai, focolai di contagio di CoVID – 19 e seminano morti di anziani. S’indaga sul coronavirus, sull’assenza di dispositivi di protezione, su mascherine e guanti per i medici, per gli infermieri e per il personale OSS e sugli strumenti per le cure, per la ventilazione meccanica dei pazienti con patologie respiratorie e di protezione individuale.
La trascuratezza ha causato vittime dal Nord a Sud. Eppure il sindacato, da sempre, ha lanciato il suo grido allarmista e le sue preoccupazioni che si sono poi trasformate in drammatica profezia, anche la denuncia che proviene dal cuore, ma è indicativa di dolore, di amarezza e di sofferenza verso chi affronta oggi perdite tanto drammatiche quanto frustanti. In Italia il 95 per cento dei decessi per coronavirus Covid – 19 riguarda una persona anziana; in Puglia il resoconto non è diverso. È necessario, quindi, avviare un’indagine epidemiologica su tutte le residenze per anziani attivando controlli a tappeto sulla presenza e utilizzo di dispositivi di protezione individuale e sui percorsi all’interno delle strutture, ma è anche necessario avviare una nuova cultura verso il diritto e la gioia di speranza che dà possibilità ad assistere ai funerali e deporre un fiore sulla tomba dei propri cari.
La trascuratezza ha causato vittime dal Nord a Sud. Eppure il sindacato, da sempre, ha lanciato il suo grido allarmista e le sue preoccupazioni che si sono poi trasformate in drammatica profezia, anche la denuncia che proviene dal cuore, ma è indicativa di dolore, di amarezza e di sofferenza verso chi affronta oggi perdite tanto drammatiche quanto frustanti. In Italia il 95 per cento dei decessi per coronavirus Covid – 19 riguarda una persona anziana; in Puglia il resoconto non è diverso. È necessario, quindi, avviare un’indagine epidemiologica su tutte le residenze per anziani attivando controlli a tappeto sulla presenza e utilizzo di dispositivi di protezione individuale e sui percorsi all’interno delle strutture, ma è anche necessario avviare una nuova cultura verso il diritto e la gioia di speranza che dà possibilità ad assistere ai funerali e deporre un fiore sulla tomba dei propri cari.