Il riconfermato dr. Antonio Oliva (nella foto), presidente dell’Ordine dei Medici di Brindisi, interviene sui problemi della sanità pubblico nel nostro territorio.
«Con appena quattro medici attivi nel reparto di chirurgia generale del Perrino, è irrealistico pensare di diminuire le liste d’attesa attraverso il lavoro straordinario. La situazione ordinaria è già complessa. Il primario ha dovuto rinunciare alle ferie per garantire il servizio, mentre sarebbero necessari almeno sette medici al giorno per un funzionamento adeguato. Arturo Oliva, presidente dell’ordine dei medici di Brindisi e segretario regionale del sindacato Cimo-Fesmed, esprime forti preoccupazioni per le condizioni di lavoro che rendono Brindisi poco attrattiva per i professionisti. Un’altra criticità riguarda la mancata osservanza delle norme contrattuali: «Il contratto richiede che il programma mensile delle attività sia preparato il 20 del mese precedente, per permettere ai medici di pianificare i propri turni. Tuttavia, questo non accade a Brindisi, contribuendo a rendere la zona poco appetibile. La qualità della vita lavorativa è notevolmente bassa; chi sarebbe disposto a lavorare in chirurgia generale al Perrino, dove non sono previste né ferie né weekend liberi?». Anche l’idea dell’Azienda Zero non convince: «Sarebbe un fallimento, come dimostrato in altre situazioni: il contratto per i dirigenti medici deve specificare la sede e l’unità operativa, quindi non è possibile obbligare i medici a trasferirsi, hanno il diritto di scegliere».
Le problematiche irrisolte sono numerose. «Non si comprende – dice Oliva con preoccupazione – che si sta rischiando di far scomparire i servizi. In questa area, ad esempio, non si effettuano più parti prima delle 34 settimane, la radiologia interventistica è assente, con rischi per la salute dei pazienti, e la ginecologia dell’ospedale di Francavilla è chiusa da oltre un anno e mezzo».
Inoltre, le inefficienze burocratiche complicano ulteriormente la situazione. «Abbiamo reparti che operano nell’ombra – spiega Oliva – perché la chirurgia senologica non è inclusa nel piano di riordino ospedaliero. Questi medici sono considerati invisibili dalla burocrazia regionale, risultando in chirurgia plastica. Tra il centro ustioni e chirurgia plastica, ci sono 17 medici, di cui sei dedicati alla chirurgia senologica. Di conseguenza, la Regione non autorizza concorsi vedendo solo 17 medici in chirurgia plastica. Inoltre, il reparto di chirurgia plastica è privo di un primario da un anno e mezzo: perché non è stata indetta una procedura concorsuale? Perché non è stato nominato un vicario? Mancano figure apicali essenziali. Non ci sono né un capo dipartimento, né un primario, né un vicario: chi gestisce? Il primario del centro ustioni è in malattia da tempo, ma non sembra sia stato nominato un vicario».