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Si sono ritrovati 15 anni dopo. Oggi Giovanni Dell’Atti, titolare dell’Osteria del Vicoletto, situata nel cuore del centro storico di Mesagne in una splendida cornice monumentale tra il castello Normanno-Svevo, la Porta Grande, via Castello, ecc., ha avuto a pranzo ospiti particolari: Davide, Federico, Francesco, Roberta, Sabino. Gli amici con cui a Sirmione divise fatica, speranze e sogni. Quando, giovanissimo, uno dei tanti, lasciò Mesagne per andare a imparare il mestiere di chef al nord. A Sirmione, sul lago di Garda, incontrò Davide e Sabino, anch’essi provenienti dal sud Italia. Insieme fecero a gomitate per costruirsi un futuro. Si sono riabbracciati: con una stretta al cuore. “Insieme abbiamo scritto una pagina importante della nostra vita”, dicono. Sabino, che si fregia della stella Michelin per Chef, a giugno tornerà con il gruppo a lavorare a Madonna di Campiglio. Prima di partire, però, sono arrivati a Mesagne per mantenere la parola. “Ci tenevamo a questo appuntamento per cui prima di tornare al nord siamo qui al Vicoletto dove si dice si mangi molto bene. Lo vogliamo verificare di persona. Dopo visiteremo questa bella città”, dicono all’unisono. Avete ordinato qualcosa in particolare? “Assolutamente no. Lo conosciamo molto bene per cui ci affidiamo a lui. Ci fidiamo”.
Hanno tanto da raccontarsi. Quanti ricordi. Sabino, che ha commesso…l’errore di portarsi la fidanzata e ha troppi omissis. “Giovanni era considerato il sindacalista del gruppo – dice -. Spesso la sera decidevamo di non voler uscire. Poi, sistematicamente, ci facevamo trasportare e facevamo le ore piccole. Giovanni ci insegnò una parola dialettale mesagnese “sta lucesci”. Che devo dire: Giovanni, ma non solo lui, era pazzariello. Ma non posso dire tutto: rischieremmo di far saltare un importante appuntamento che Giovanni ha fissato per il prossimo autunno. Pensi che una volta essendo rientrato al mattino, arrivato a lavoro, non riusciva ad accendere la griglia del forno”. Sono passati 15 anni. Tanti. Si sono abbracciati con gli occhi umidi. Giovanni oggi non è andato in cucina: è rimasto in sala, con Davide, Federico, Francesco, Roberta, Sabino.
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