Si respira già aria di festa al supermercato Spazio Conad di Mesagne dove i visitatori sono accolti da una magica atmosfera. Decorazioni e sfavillanti luminarie fanno da cornice allo shopping. Tutto brilla. Ovunque andiamo, ci accolgono musiche incantevoli. Perché dicembre è il mese delle emozioni che, anche se passano gli anni, ti fanno tornare sempre bambino.
Dopo circa due anni da quando tre imprenditori mesagnesi (non senza un pizzico di orgoglio) rilevarono Auchan, Spazio Conad si colora di rosso natale. Qui il Natale 2021 si preannuncia imperdibile, anche se i tempi sono decisamente cambiati. Ma allo Spazio Conad di Mesagne ci si adatta, mantenendo sempre fede ai principi che sono alla base del lavoro quotidiano.
Fu una avventura, una scelta coraggiosa, ma giusta, dopo il fallimento della pregressa iniziativa, per tutelare il territorio. Giusta perchè tutti i 120 dipendenti (con prospettiva di ricollocazione o riassorbimento anche dei restanti in esubero rispetto alla precedente gestione) stanno contribuendo alla crescita. Tutti hanno sposato la causa. Tutti sono compartecipi e tutti fanno parte integrante della squadra. E’ stato un impegno considerevole quello di confermare gli ex dipendenti Auchan che hanno un costo retributivo molto importante. Ma rischiavano il posto di lavoro e oltre120 famiglie sarebbero rimaste senza un reddito.
Una scelta vincente perché tutti hanno dimostrato di essere professionisti seri. Con tutti, grazie anche al fatto di essere quasi tutti mesagnesi, si è instaurato un rapporto molto familiare, si collabora, non ci sono gerarchie. Il lavoratore che vede il titolare lavorare al suo fianco, si sente più motivato. Una scelta vincente anche quella di tenere un occhio al sociale e alla tutela del territorio. Non solo. Tutti gli appalti per manutenzione sono dati a ditte di Mesagne. La strategia è fare fatturato con la città che fa la spesa giornaliera. Sarà questione ma anche di amore per la propria città che Gianluca Tenore, Cosimo Scalera e Massimiliano Guarini hanno voluto manifestare per la propria città perché per crescere e superare questo momento di grave crisi bisogna stare insieme.
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