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Si è già avuto modo di sottolineare che l’imponente numero di arresti in materia di illecito traffico e cessione di stupefacenti totalizzato negli ultimi mesi dalla Squadra Mobile di Brindisi è indicativo dell’oltremodo elevata domanda di narcotici. Di recente, l’azione di contrasto è stata certamente incisiva e connotata da una certa efficacia tanto che, dal primo di gennaio ad oggi, sono 33 i soggetti tratti in arresto o deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per ipotesi di reato in materia di stupefacenti. Nella tarda mattinata di ieri il 19enne ANZILLOTTI Osvaldo Francesco (nella foto) é stato arrestato con quasi 16 grammi di cocaina già suddivisa in 44 dosi, 7 grammi circa di marijuana ed altri 2,5 grammi di hashish. All’arrivo dei poliziotti, la droga, e in particolare la cocaina e la marijuana, veniva gettata fuori dalla finestra e ciò in quanto vi era una microtelecamera posizionata nel pianerottolo ove insiste l’abitazione dell’interessato, all’interno di cassetta di derivazione. Quell’ingegnoso sistema di sorveglianza era poi remotizzato ad un monitor che si trovava dentro casa, nei pressi dell’ingresso.
Notato l’arrivo degli operatori dell’Antidroga sul pianerottolo, le dosi di cocaina, racchiuse in tre distinti ovuli di tipo simile a quelli contenenti le sorprese delle uova di cioccolato, venivano gettate in strada e in modo analogo veniva buttata giù una confezione di cellophane trasparente contenente la marijuana. Gli investigatori della Squadra Mobile recuperavano la droga e penetravano nell’abitazione dove rinvenivano un pezzetto di hashish di 2,5 grammi, diversi trita-erba, un bilancino elettronico di precisione, forbici, nastro adesivo simile a quello utilizzato per richiudere le dosi di cocaina, un coltello con la lama che presentava tracce di una qualche sostanza: insomma tutto il necessaire per il confezionamento delle dosi. La droga, il materiale rinvenuto, la microtelecamera ed il relativo monitor venivano sottoposti a sequestro e il giovane tratto in arresto. Dopo la redazione dei necessari atti ed il rituale avviso al P.M. di turno, ANZILLOTTI veniva sottoposto al regime degli arresti domiciliari per ivi permanere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.
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