Amava Mesagne. Tantissimo. Nonostante vivesse a Milano da circa 40 anni dove si era trasferito per motivi di lavoro, non si era mai staccato dagli amici e dalla sua terra dove puntuale tornava ogni anno per trascorrere le ferie estive, a Torre Lapillo, un mare, lo Jonio, diceva “unico, che non cambierei con nessuno altro mare al mondo”. Incontrandoci ci faceva festa e, se non lo avevamo visto, ci chiamava da lontano per salutarci affettuosamente, come era nel suo costume. Noi, come allora, come 40 anni fa, puntuali lo apostrafavamo come “l’ala sinistra più pazza”. E lui rideva felice di non essere stato mai dimenticato. Ma come potevamo scordarci delle sue scorribande, degli sfottò in campo durante le interminabili partite dei tornei estivi, e fuori. Sempre sorridente, felice di vivere, testardo e forte anche contro la malattia che aveva sconfitto 8 anni fa. Lo scorso giugno il male si è ripresentato e lui l’ha aggredito di nuovo. Antonio, ancora una volta, non si è dato per vinto, ha lottato sino all’ultimo. Poi si è arreso. Ha alzato bandiera bianca. Ma non è uscito dal campo della vita sconfitto. Antonio “l’ala sinistra imprendibile, pazza” non ha perso perché resterà sempre vivo nel cuore dei tantissimi amici che lo conobbero. Giovedì tornerà per l’ultima volta nella “sua” Mesagne e, siamo sicuri, vorrà incontrarci tutti alla Chiesa di Sant’Antonio, in via Torre S. Susanna, alle ore 15.00, per sfotterci l’ultima volta. Ciao Antonio.
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