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E’ quanto ha confessato Giuseppe Palma, l’imprenditore di Monteroni interrogato dai sostituti procuratori di Brindisi Milto Stefano De Nozza e Francesco Vincenzo Carluccio. Il denaro lo consegnava a domicilio direttamente a Carlo De Punzio (nella foto)”. Ed ha aggiunto: “Era De Punzio il vero artefice del sistema corruttivo. Contro di lui non ci si poteva mettere contro perché sarebbe significato perdere le gare d’appalto o avere seri problemi nella fase di esecuzione dei lavori”. Dalle indagini sarebbe emerso che ci sarebbero altri corrotti, nomi coperti da omissis. Il racconto di Giuseppe Palma è ritenuto credibile dagli inquirenti che hanno acquisito importanti documenti presso la sede della ditta leccese, negli uffici della centrale Federico II, ma anche presso le banche dove hanno trovato assegni circolari intestati e riscossi dalle mogli degli indagati. Per alcuni lavori di impermeabilizzazione del valore di 500mila euro in due anni, “De Punzio mi chiese 4.500 euro, quale compenso per le indicazioni sui prezzi che mi aveva fornito. Fu la prima volta che versai denaro. Dopo essermi aggiudicato la gara, iniziai a pagare con regolarità. De Punzio mi disse che per ogni fattura emessa dovevo versare a lui circa 3mila euro. Quando consegnavo i soldi, quasi sempre era presente il mio geometra che, in alcune occasioni, ha provveduto lui personalmente a pagare”, ha riferito l’imprenditore di Monteroni.
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Chi è questo De Punzio si può sapere? qualcuno lo ha mai visto a Mesagne?