Ha pedalato duro per ore e ore, senza mai vedere un’anima viva, ma solo montagne e montagne, verde e solitudine. Carlo Argentieri, mesagnese, classe 1968, è arrivato nella sua città natale ieri pomeriggio poco dopo le ore 16.00. In piazza Porta Grande, nei pressi della Colonna Votiva della Madonna del Carmine, c’erano a riceverlo alcuni amici ed il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Semeraro. Carlo ha sempre amato la bicicletta sin da piccolo quando restava incantato con la faccia incollata sulle vetrine dei negozi di biciclette. Terminata la scuola elementare scelse come regalo una bicicletta. A 47 anni oggi gestisce un negozio di biciclette a Riva del Garda, nel Trentino. Vive a Livico Terme: lago, terme, benessere, passeggiate, giri in bici, escursioni, buon cibo e divertimento. Quanto Carlo cercava dopo la parentesi di Firenze dove ha frequentato l’Isef dopo essersi maturato al liceo scientifico di Mesagne. Lì, tra le montagne del Trentino, ci sono anche i suoi fratelli Sandro, Lello, Pierangelo e Alessandra (è malinconica – dice -. Le manca tanto Mesagne). Otto lungi giorni in bici da Riva del Garda a Mesagne. Il momento più difficile lo ha incontrato quando ha dovuto attraversare l’Appennino. Da Pisa a Poggio Sciano: solo, tra le montagne, tra paesini sperduti, fidandosi solo della cartina e del gps sfidando vento, pioggia, neve e la strada che non si vede quando fa buio. Ogni giorno sui pedali per dieci ore, per circa 180 km. Due tappe più lunghe, di 200 chilometri. Resterà a Mesagne 4-5 giorni e tornerà a Riva questa volta in auto con la compagna che lo ha raggiunto.
