A Mesagne Parrazzuelo si traduce in “cozze nere”. Dell’Atti? Bisogna riflettere. Se invece dici Parrazzuelo, sai già di chi parli. Nei piccoli centri è così. Da oltre un secolo il soprannome Parrazzuelu è sinonimo cozze nere, di pescheria. Con il 1 gennaio Raffaele Dell’Atti ha appeso al chiodo la “zoca” di cozze nere. O dei “datterini”, il pezzo forte delle domeniche, quando Raffaele ne mostrava con orgoglio un piatto ai passanti di via Albricci invitandoli ad assaggiare quelle prelibatezze.
Dal 1 gennaio, a 70 anni, Raffaele ha detto basta. Anche se (diciamolo sottovoce) non si è ancora capacitato. Non vuole crederci. Lo hanno supplicato e convinto (?) i figli, Giovanni e Vincenzo a staccare la spina e a godersi la pensione senza più doversi recare ogni mattino, meglio ogni notte, alle ore 4, a Taranto o a Brindisi (dove tutti lo conoscono da sempre) per acquistare i prodotti ittici da rivendere nella sua pescheria del centro storico.
Raffaele è stato (e continuerà ad esserlo) un simbolo, una icona del centro storico. Ma gli anni passano per tutti, anche per lui che ha vissuto in simbiosi con la sua pescheria per oltre 50 anni. Aveva poco più di 10 anni quando papà Benito lo chiamò per farsi aiutare. Ci restò. Con lo zio Cosimo aprì una rivendita in via S. Vito, poi in Piazza Commestibili e infine in via Albricci. Raffaele – statene certi – non mancherà all’appuntamento mattutino con gli amici del centro storico. Anche se ha chiuso, ogni mattina sarà lì ad aspettarli. E seduto al bar guarderà quella porta chiusa.

